• Ott
    01
    2006

Album

Rough Trade

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Anche gli Strokes hanno il loro George Harrison. Albert Hammond Jr. ha aspettato – più o meno – nell’ombra per cinque anni prima di uscire allo scoperto, salvo conquistarsi di tanto in tanto qualche spazio lasciatogli dal solista “ufficiale” Nick Valensi (se prestate orecchio a certe dinamiche in First Impression On Earth si sente il suo zampino) e alcuni crediti come co-autore.

E invece l’amico d’infanzia di Julian Casablancas le canzoni sa scriverle da solo: Yours To Keep dimostra proprio questo, ovvero quanto nell’alchimia del gruppo newyorkese il cosiddetto “secondo chitarrista” abbia peso e personalità; ci credono anche Geoff Travis della solita Rough Trade, e amici come Ben Kweller e Sean Lennon, che tra gli altri hanno suonicchiato qua e là.

Certo, alla lunga Albert non si allontana dal seminato, complice anche qualche comparsata di Casablancas al basso: In Transit e il potenziale singolone Back To The 101 puzzano di Strokes lontano un miglio, così come Everyone Gets A Star e Hard To Live In The City. La scrittura comunque regge, soprattutto sulle melodie, ed è inoltre innegabile che c’è una sensibilità propria, che – e qui sta il bello – viene fuori proprio negli episodi migliori, come l’inizio di Cartoon Music for Superheroes (tra Sunday Morning, Beck e certe strenne natalizie Mercury Rev), o i momenti più vicini al folk (la semi acustica Bright Young Thing e Blue Skies, quasi un Lennon via Noel Gallagher), o ancora lo svilupparsi beatlesiano di certe melodie (sentite un po’ l’inciso di Scared). Se poi consideriamo che il timbro vocale di Albert, anche se lontano dalla personalità prepotente dell’amico Casablancas, non cade nelle stesse autoindulgenze emule, è tanto di guadagnato. Promosso.

14 Ottobre 2006
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