• Set
    01
    2012

Album

Urtovox

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Dagli sviluppi melodici meno articolati rispetto all’esordio, l’opera seconda dell’ex Mariposa Alessandro Fiori è fondamentalmente un disco di attese. Nella musica, in molti casi circolare e sfumata, ma anche in testi che restano aderenti alla sfera più intima del musicista invece di seguire i percorsi surreali visti fino ad ora. Un sentire disilluso, forse ancora più amaro, che attraversa tutta la tracklist per perdersi infine nella Sandro Neri dedicata – come del resto tutto il CD – a un amico morto d’alcol nel 2010.

Il Fiori allampanato di Attento a me stesso lascia allora il posto al Lucio Dalla perso nei particolari di Mi hai amato soltanto, al “bitt” sixties di Via da Industria, al Syd Barrett solista di Tigre in strada, alle malinconie distaccate dell’iniziale Scusami. In un gioco di mezze luci che concede all’ironia del passato le sole Il vento e Il gusto di dormire in diagonale, per poi ripiegare verso una canzone d’autore per certi versi “classica”, a suo modo pop (Giornata d’inverno), spesso depressa (portami a fare, una mostra personale, sul degrado ambientale, delle spiagge del mio cuore, portami a fare, una lastra pettorale, per verificare, se ancora ci sei tu).

Gli arrangiamenti seguono a ruota, perdendo volontariamente i colori brillanti del passato – a parte l’inseparabile Alessandro Stefana, questa volta sono della partita Emanuele Maniscalco e l'accoppiata vibrafono/marimba di Sebastiano De Gennaro -, in favore di una musica essenziale, lineare, lontana dai colpi di testa o dai fervori cameristici subodorati in Attento a me stesso. Con il binomio chitarra/voce (e poco più) della già citata Sandro Neri a fungere quasi da rivisitazione in chiave melodica della Elizabeth On The Bathroom Floor degli Eels di Electro-shock Blues, allo stesso modo constatazione rassegnata dell’ineluttabilità della morte.

Al di là del gioco delle differenze, in Questo dolce museo rimane comunque la consapevolezza di avere a che fare con un autore di prim’ordine. Un artista capace di dipingere un universo lontano dai valori preordinati e dai clichè, attraverso una scrittura che trasforma ogni aspetto del quotidiano vivere (da applausi i versi Il gusto di chiudersi nel bagno in compagnia / per uscirne senza qualche diottria) in poesia. Un gradito ritorno e un gran bel modo di iniziare la nuova stagione discografica.

11 Settembre 2012
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