• Apr
    01
    2011

Album

Bella Union

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Poco più che ventenne, Alessi Laurant-Marke deve il suo nome proprio all'omonimo, italianissimo brand di design. Cresciuta a Londra, debutta per Bella Union, ma ha alle spalle già una cospicua discografia fatta di EP, spit e singoli che rendono l'ipotesi di seguirne a ritroso le tracce operazione per lo meno impegnativa. La fortuna le arride quando, nemmeno maggiorenne, viene notata nella giungla My Space e messa sotto contratto dalla Virgin. Il connubio produce Notes from the Treehouse, ma qualcosa fa pensare alla giovane cantantautrice che è meglio rescindere il contratto dopo solo un disco e accasarsi presso un'etichetta più in linea con la sua estetica.

Così arriviamo al 2011 e a Time Travel, con la voce da gattina di Alessi che mette in fila dodici brani eleganti e suadenti. Viene in mente Cat Power, ma anche Johanna Newsom. Di quest'ultima, in particolare, la giovane londinese sembra possedere la stessa esuberanza creativa, testimoniata dalla composizione copiosa e dal fatto che oltre alla musica, si dedichi anche all'arte illustrata. In questo sguardo al folk al femminile targato USA, Alessi sforna alcune chicche, come la rivisitazione Americana della title track, il crescendo scanzonato à la Feist di The Robot (giù apparsa, insieme a The Bird Song sull'EP Soul Proprietor, antipasto del disco dello scorso anno), le ascendenze rock 60s/70s di Must've Grown.

Il risultato complessivo è un lavoro maturo, molto più di quanto non dica la carta d'identità, per un'autrice che ha tutte le carte in regola per posizionarsi tra i migliori prospetti futuri del genere.

1 Aprile 2011
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