• Mar
    06
    2015

Album

Morr Music

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Spaziando da un approccio digitale a uno più “suonato”, incrociando reminiscenze statunitensi con un’eleganza prettamente mitteleuropea, gli Aloa Input pubblicano un nuovo disco felicemente eterogeneo fin dal concepimento. La partenza di Far Away Sun apre la mente dell’ascoltatore a spazi ampi, voci in lontananza e batteria suonata in scioltezza, un attacco ben differente dal folk à la Beta Band di Perry.

In Vampire Song diventa più chiara la provenienza tedesca del combo, dato che la matrice indietronica prende il sopravvento in una traccia che potrebbe appartenere a Styrofoam o a Fenster. L’ecletticità della band si mostra poi in Oh Brother, traccia in cui si vanno a sovrapporre piani comunicanti che intersecano elettronica e accelerazioni ritmiche, voci folk e noise, pause e loop ipnotici. Un brano centrale nell’economia dell’album, che poi riparte con la delicatezza della forma canzone, con tappeti sonori che si rifanno al meglio dell’elettronica minimale anni ’90/’00 e con un insostituibile brio nell’interazione fra suoni.

Gli Aloa Input devono aver masticato tanta musica di diversa estrazione, sia per stile che per provenienza geografica. Un pregio indubbio per un album che, nel suo essere multiforme, conquista l’ascoltatore grazie a un efficace equilibrio fra scrittura e invenzioni formali. In effetti, una delle migliori pubblicazioni nel recente periodo per Morr Music.

13 Marzo 2015
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