Recensioni

Arriviamo allo Spazio211 in clamoroso ritardo, convinti di aver perso
un concerto che inseguiamo da anni e invece gli Altro attaccano in quel
momento. SOCK! L’effetto è quello di un pugno in faccia, inaspettato.
Un pezzo dietro l’altro, senza tregua, istantanee sonore e emotive come
su disco, senza concessioni alla dimensione live con dilatazioni
strumentali o intermezzi parlati. Uno due tre quattro. Basso batteria
chitarra voce. BaronKarza e soci non si risparmiano, essenziali e
intensi. Alessandro che urla, gli strumenti che urlano, corde e pelli
torturate oltre i limiti.
Mezz’ora di Altro. Mezz’ora d’altro. Un pugno in faccia, appunto, di quelli che lasciano il segno per giorni.
Incredibile la reazione del pubblico: indie-ciondolante come se fosse
sul tram 18 o intento a scattare foto digitali per il Flickr personale.
In un altro tempo, in un altroquando avremmo visto più stagediver sul palco che gente sotto. Tutto qui.

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