• ott
    01
    2009

Album

Riot Maker

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Passata la vena intimista delle Scimmie d’amore (disco insuperabile) gli Amari raccontano la generazione X dall’angolazione più cazzona dell’electrofunk che ha sulle spalle gli occhialoni da sole di Giorgetto Moroder, un senso pop trash da sempre marchio dell’estetica di casa Riotmaker e il tocco hip-hop dell’ingombrante e pervasivo Dargen D’Amico.

Quello che viene fuori da questo Poweri è la voglia di essere gruppo. Una cosa che ultimamente si è persa nella fighetteria next big thing indie e che gli Amari hanno saputo far crescere spaccandosi il culo con il live. E quindi anche se c’è una leggerezza pop che aleggia e in qualche punto incombe, i ragazzi sono ancora lì che sanno quello che fanno. Stavolta si divertono.

Sempre con lo stile che li contraddistingue: bbreak punk citazionista (Girls On Vodka), poppettino con synth 80 (Preservativi Ovunque, Acqua di Joe) e white funk in levare (Gli anni dei monitor accesi). In più la documentazione straniata del quotidiano (Dovresti dormire, Un altro giro attorno a casa, il ricordo del manager nella nebbia in Cronaca Vera), le spolveratine emo (Tiger) e gli sconfinamenti nell’uptempo funk (bello il crescendo prog di Your Kisses). Non c’è da strapparsi i capelli, non c’è il pezzone che sbanca, ma probabilmente la ricetta per uscire dal tunnel degli anni 00 è questa: un’amalgama che come nel miglior Beck/Bugo ti lascia lì a goderti la musica. E basta.

16 Ottobre 2009
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