Recensioni

6

Il suo volto è ormai dovunque, dietro le consolle dei più seguiti festival internazionali di tutto il mondo. Lo sguardo e i set della ex-modella belga Amelie Lens, classe 1990, hanno ormai conquistato critica specializzata e clubber. I meriti sono presto spiegati. A partire dall’esordio, l’EP Exhale pubblicato dalla label italo-israeliana Lyase Recording nel 2016, la ricetta è presto detta: techno oscura e groovey, declamato minimale à la Miss Kittin, buio pesto, proprio come piace ai berlinesi. Ed è con questo pulsante mix di strutture quadrate che Amelie raccoglie feedback positivi dal giro dei festival techno. Quello che ruota attorno a nomi come Pig&Dan, Adam Bayer e Pan Pot, che chiamano la belga a pubblicare sulle rispettive etichette. Arriva prima Nel EP su Eleva (marzo 2017) – lavoro tra sferragliate e bleep estatici – poi, il mese successivo, il triplo singolo Contradiction che esce sulla Second State Audio dei Pan Pot. Nell’ottima title-track, l’ex modella sfoggia arpeggi acidi dati in pasto alla sua voce angelica e avvolti da un polveroso martellare di beat. Sempre sulla medesima etichetta, a fine 2017, arriva Stay With Me, positivamente accolto anche da Resident Advisor: Follow, in apertura, si distingue per gli angelici stacchi vocali, questa volta declinati Nina Kraviz, che sfumano in una violenta cavalcata plastificata, mentre la traccia che dà il titolo all’EP è la vera perla: sei minuti di increspature acide a là Jeff Mills accompagnate da un suadente invito: il richiamo di una sirena che ci tenta a lasciarci andare nel flusso del clubbing.

Amelie non è Helena (Hauff), le manca il suo spessore, gli ascolti, l’idea di un viaggio sonoro che non sia soltanto una lunga autobahn, ma i suoi pezzi sulle piste funzionano, eccome. Facile che la belga sia chiamata agli appuntamenti più seguiti dai clubber di tutto il mondo: a giugno del 2017 è ad Amsterdam per l’Awakenings, dove fa saltare i neuroni del pubblico in un’ora e mezza di pura techno, poi passa dalle sue parti, al Tomorrowland. Il prossimo luglio sarà al Sonar. Il suo è il sound funzionale ad una generazione cresciuta nei basement di Berlino, nelle gabbie del Tresor, tra i finestrini del Berghain. Lo conferma anche l’ultimo EP, Basiel, uscito sulla sua etichetta, la Lenske. Un lavoro che però ha qualche pecca in più rispetto ai precedenti. Se Never The Same gioca perfettamente di stacchi acidi e ripartenze oscure, Energize è una – un po’ telefonata – cavalcata in quattro tempi condita dai soliti inserti vocal. Basiel punta su un tripudio di hi-hat impazziti e alla fin fine su facili acidità. Non il miglior lavoro per lei, ma sicuramente non sarà questo a fermarla.

Voti
Amazon

Ti potrebbe interessare

Le più lette