• Feb
    01
    2007

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Die Schachtel

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Die Schachtel prosegue con la propria serie di musicisti contemporanei denominata Zeit e battezzata lo scorso anno dall’esordio dei veronesi Å. Sia il disco di Angelo Petronella che quello dei Christa Pfangen sembrano fatti apposta per essere distribuiti dall’etichetta milanese. Di fatto, non potrebbe essere più sottile la linea di demarcazione che separa queste musiche attuali da quelle inattuali per cui la label è più conosciuta. Die Schachtel sembra voler fotografare di volta in volta lo zeitgeist dell’Italia che sperimenta in musica. Ci riesce quasi sempre nel ripescaggio storico, e stavolta ci riesce anche nel farsi supporto – in tutti i sensi – per questi due nuovi esempi di avant music italiana.

Quello di Petronella è un lavoro che si stacca da quello degli Insiememusicadiversa, storico gruppo avant-prog anni ’70 nei quali militava e si riattacca alla nouvelle vague italiana del field recording, trovando un punto di incontro tra molti dei migliori lavori che abbiamo ascoltato in questi ultimi tempi. Si possono trovare più o meno similitudini con i contemporanei Stefano Pilia, Punck, Luca Sigurtà, Fhievel, Kinetix, ma molte pagine di questo diario sono scritte soprattutto con una calligrafia che ricorda quella di Marino Zuccheri. Di fatto, come Zuccheri era prima di tutto un ingegnere del suono, Petronella è prima di tutto un sound artist che si è trovato spesso a lavorare con le installazioni. Sintesi da un diario è un lavoro dove la complessa tessitura del suono viene agitata continuamente e le fonti sonore sono come spiriti mossi da una macchina impertinente. E’ arduo se non impossibile decifrare completamente le sorgenti dei suoni che ascoltiamo. Acusmatico e criptico. 

3 Marzo 2007
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