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Editrice Zona

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Giornalista e scrittore, ma anche studioso della canzone d’autore e collaboratore del Premio Tenco, Annino La Posta arriva al secondo volume di Il suono intorno alle parole, sorta di elenco al dettaglio dei nomi qualitativamente più significativi del cantautorato nostrano degli ultimi anni. Diciamo al dettaglio non casualmente, perché La Posta riesce per ognuno degli artisti coinvolti (venti in tutto) a tracciarne un profilo piuttosto esaustivo, alternando dichiarazioni dei cantautori stessi – tratte, intuiamo, da interviste fatte con domande all’incirca simili – a stralci di liriche, talvolta non necessariamente legati all’oggetto in corso di trattazione. Quello che ne viene fuori è un compendio ideale per chi partendo dai soliti nomi noti vuole indagare su quanto è accaduto nell’ultimo decennio nel cantautorato italiano, indagine debitamente completata dal cd allegato al volume che raccoglie un brano di ogni autore intervistato.

Nonostante ciò, letto tutto d’un fiato Il suono intorno alle parole 2 potrebbe risultare un po’ noioso, anche se la colpa non è tanto di La Posta quanto dei nomi coinvolti. I quali confermano un’impressione che il sottoscritto nutre già da qualche anno con l’ascolto delle opere (prime e non solo) dei qui presenti come dei venti artisti ritratti nel primo volume: ovvero che la canzone d’autore italiana, vittima forse di quegli stessi grandi fondatori-prosecutori che ne hanno fatto un tempo la gloria, e risentendo pure di una generale crisi culturale della fascia socio-politica di riferimento, si trovi oggi in una fase di faticosa transizione da una classicità consolidata verso un domani non ancora chiaro, in quanto ancora troppo legato a quel pantheon – pressoché inimitabile e dunque di rischiosissimo avvicinamento. La cosa emerge anche dalla lettura di alcuni ritratti di questo libro, dove cantautori e gruppi sottolineano sovente un’origine lontana dalla canzone d’autore, a cui si sono avvicinati solo successivamente per poi staccarvisi poco o nulla. Insomma, è prima di tutto una questione di influenze e linguaggio – e quanto poco viene affrontata la questione linguaggio dalla ventina convocata – il secondo dei due ancora troppo legato ad un ideale “poetico” (inteso come di lingua aulica o fortemente ricercata) o, peggio ancora, sociologico (la famosa “canzone impegnata”, che avrebbe senso di esistere ancora ma con trame diverse, perché del tutto diverse sono le modalità dell’impegno): dunque meri culturalismi che diventano briglie dalle quali ben pochi oggi si riescono a sottrarre. Merito di La Posta, comunque, se quei pochi capaci di smuoversi un po’ dal canone siano descritti in questo volume e nel precedente: a titolo personale punto le mie fiche, con motivazioni diverse per ogni puntata, su Paolo Benvegnù, Alessio Lega e Pino Marino per il primo volume, e su Gerardo Balestrieri, Cesare Basile, Ettore Giuradei e Marco Parente per il secondo, a cui aggiungerei a parte Max Manfredi, in quanto già titolato (vedi la recente vittoria del Tenco) e più vittima del generale abbassamento di attenzione verso il genere che di altro.

Infine, e giusto a proposito dell’abbassamento di attenzione: non è strano che nella sua misurata introduzione La Posta sottolinei che «Dopo il grande spolvero degli anni Settanta e la relativa tenuta degli Ottanta, la canzone d’autore ha subito negli ultimi decenni un graduale processo di “undergroundizzazione” fino a diventare, per gran parte, prodotto di nicchia». Discorsi sull’egemonia mediatica di una musica standardizzata a parte, qualsiasi forma artistica incapace di rinnovarsi nei linguaggi e nei modi finisce per tornare da dove è venuta (in genere proprio l’underground), in attesa di un qualche individuo che ne rincari la portata universalistica. Non è tanto una questione di dittatura mercantile di un prodotto sull’altro, che nel finale dell’introduzione l’autore sembra profilare, ma di necessità di una evoluzione che sia il più possibile rivoluzionaria. Intanto però libri chiari e divulgativi come questo tengono botta, ed è un gran bene.

12 gennaio 2010
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