• Set
    15
    2014

Album

Rocket Recordings

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Gira e rigira questi illeggibili Anthroprophh sono la miglior creazione di Paul Allen, noto ai più come leader dei The Heads, band che dalla metà degli anni ’90 ha messo in piedi un bel party psych rock di matrice hendrixiana, facile da ricordare anche per alcuni artwork fricchettoni come quello del debutto. In fondo però i The Heads, pur godibilissimi, sono una garage band 70s tanto nell’estetica quanto nel suono, mentre gli Anthroprophh hanno altra pasta.

Partiti nel 2013 con un disco poco classificabile, l’omonimo Anthroprophh che riuniva la psichedelia etno-oppressiva-drogata di casa Rocket (Goat e Gnod) con freakerie orientaleggianti e kraut alla Can, li ritroviamo ora con Outside the Circle a ripetere il compito in veste più convenzionale, ma pur sempre ispirata. A grandi linee c’è un ritorno al rock, alla forma canzone, al mondo garage dei The Heads, se prendiamo in esame brani alla Dead Man On The Scene. Eppure sbagliereste a credere Outside the Circle un album agevole, perché i Nostri riescono a combinare con inventiva l’heavy e il cosmico (Returning), la fantascienza con il freak-folk (Detached and in Its Own Mind Riding a Ghost Train Through a Fairground It Had Built Itself ), gli intermezzi drone con la psichedelia ossessiva e circolare della title track.

E’ un rientro nei ranghi per niente banale, quello di Allen, che a vent’anni dall’esordio sembra aver raggiunto la piena maturità artistica.

24 Ottobre 2014
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