• Mag
    04
    2018

Album

ORG Music

Add to Flipboard Magazine.

Christian Eric Beaulieu è sicuramente un personaggio a cui non piacciono le sfide facili. Fondatore e frontman dei Triclops!, a parere di chi scrive una delle band più audaci, brillanti e selvagge della Bay Area degli anni duemila, Beaulieu nel 2010 dà vita al progetto/laboratorio permanente Anywhere. Di quella formazione iniziale, già erano presenti Bixler-Zavala e Mike Watt, ma si era ancora lontanissimi da quello che sarebbe diventato questo progetto negli anni a seguire.

Dopo l’ottimo e omonimo esordio del 2012 – un’era geologica fa, nel mondo discografico – e dopo diversi cambi di formazione, Beaulieu e gli Anywhere tornano nel 2018 con i connotati completamente stravolti, animati però dalla stessa follia compositiva. Anywhere II si basa su un semplice ragionamento: coinvolgere grandi musicisti non facendogli suonare i loro strumenti convenzionali, quindi dentro Krist Novoselic all’accordion, Cedric Bixler Zavala alla batteria, ma anche totem come Dale Crover e Watt alle prese con i loro abituali attrezzi. Prendendola dagli esordi hanno usato la sigla Eastern Acoustic Punk per inquadrarsi e questa è forse l’unica cosa che non è cambiata, visto che non esiste etichetta migliore per definire quello che fanno: una sorta di incidente automobilistico tra gli Zeppelin di Vol.III, gli Stones di Aftermath e un furgone pieno di surfisti in acido. Ha tutto un senso, anche se non sembra.

Si parte con Bone Flute Bones (la prima delle due tracce in cui Crover si siede alla batteria), ed è subito peyote party: drumming ipnotico, soli elettrici, acustiche maltrattate e cantato sognante per una traccia che mette subito in chiaro quale direzione prenderà il disco. II è un bazar di odori e suoni che sembra raccontare un’esperienza lisergica, in cui la prima parte sognante, sexy e caratterizzata da suoni eterei e sospesi (Bone Flute Blues, Light The Portals, Moon Burnt Mountain, Sunset Ruins e No French Quarter), si contrappone all’inferno di distorsione della seconda, come se si volesse dipingere l’evoluzione in bad trip del viaggio (Delta of Venus) e il suo epilogo nel brusco risveglio della doppietta di Astro Physical Graffiti e Olompali.

Lontano da qualsiasi logica discografica e destinato forse a rimanere seminascosto al grande pubblico (nonostante il parterre de rois coinvolto), II eleva definitivamente (e finalmente!) Beaulieu a status di genio ed è uno di quei lavori che lasciano il segno.

13 Maggio 2018
Leggi tutto
Precedente
Comaneci – Rob A Bank
Successivo
Antonio Morabito – Rimetti a noi i nostri debiti

album

artista

artista

artista

artista

Altre notizie suggerite