• Ago
    19
    2016

Album

Bella Union

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Non si possono approcciare gli Arc Iris senza partire dalla figura di Jocie Adams. Ricercatrice alla NASA e compositrice di musica classica, già cantante nei The Low Anthem, la Nostra dà vita all’ennesima sfida: un trio che racchiude tutto questo eclettismo e che, al secondo disco, decide di farsi produrre da David Wrench, già al lavoro per Jamie XX FKA Twigs. Il risultato è, probabilmente, ancor più convincente del precedente album omonimo e fa perno su una commistione di chamber-pop, psichedelia e orchestrazioni in cui si rischia di rimanere impigliati, grazie ad un ottimo lavoro di scrittura e di arrangiamento.

Con Kaleidoscope, prima anticipazione del disco, si entra nel vivo del sound di questo Moon Saloon, che in certi punti ricorda la qualità dei nostrani Dumbo Gets Mad. Un ottimo punto di incontro tra suoni vintage e contemporanei con sample e archi in perfetta sintonia, e incastrati al meglio con le melodie vocali della Adams. Kingdom Come è uno dei momenti meglio riusciti del disco, con la mescola di retaggi jazz alla Norah Jones e soul alla Erykah Badu. Nel caleidoscopio sonoro ed emotivo di Moon Saloon non mancano situazioni più riflessive come Lilly, episodi più schizofrenici alla Talking Heads (Johnny) e tuffi nel pop orchestrale di stampo Bacharach con riflessi glam-pop alla Bowie (Rainy Days).

Il secondo disco degli Arc Iris segna un passo in avanti rispetto all’esordio, rimanendo fresco nonostante la commistione di jazz, sperimentazione, elettronica, pop e momenti strumentali.

27 Agosto 2016
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