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Dopo l’abisso di Amber, la struttura di Tri Repetae, l’acciaieria di Chiastic Slide, gli Autechre si direzionano verso una liquefazione sonica della materia. Se Amber era acciaio e voragini marine, LP5 è fluido alieno, se Chiastic era frastagliato, il nuovo progetto è organicità, rotazione circolare e movimento non identificato.

Alle spettrali melodie ambient, che accompagnavano i brani del passato, si contrappongono carillon giapponesi (Melve), scioglilingua robotici orientaleggianti (Vose-In e Acroyear2), acquerelli meditativi (Fold4, Wrap5) e atmosfere vicine a Ryuichi Sakamoto (Corc); non solo, anche gli arrangiamenti ritmici risentono di questo spostamento a est: Under Boac, richiama la danza della guerra giapponese, mentre Caliper Remote e Drane2, alcuni accompagnamenti per meditazione trascendentale. LP5 è il frutto della selezione e dell’elaborazione di 300 ore di musica accumulate dal duo in più di un anno d’attività, un lavoro imponente che risulta sia nelle tracce più sofisticate sia in quelle ambientali. Acroyear2, Vose In e Arch Carrier sono semplicemente incredibili e a renderle ancor più avvincenti è la possibilità di una doppia possibilità di fruizione: possono risultare immediatamente fruibili all’ascoltatore disattento, ed essere, al tempo stesso, terribilmente complicate anche per i più incalliti critici di elettronica – Melve, Caliper Remote e Drane2 rappresentano, infine, il picco assoluto sul versante minimal-ambient del duo.

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