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Dopo il ritorno a casa chiamato Quaristice, e il solo apparente avvicinamento all’attualità elettronica a base di step di quel lavoro, gli Autechre continuano gli esperimenti retrologici verso l’approfondimento di rivoli elettro già percorsi durante i Novanta. E’ il caso dei gamelan e di certi tagli organici che ben si erano sposati a sinfonismi in odor di Popol Vuh in LP 5, aspetti che ritornano ricolmi di maniera e attenzione ai dettagli, segni definitivi di una storicizzazione già iniziata con Draft 7.30 e consacrata dal disinteresse per le vie più ostiche della free-jazz-tronica di Gantz Graf culminate in Untilted. E se la lezione da professorini di Quaristice era tollerabile come parentesi, in Oversteps il "nuovo" suono oltre se stessi che da sempre li caratterizza è presente nella sola Known(1).

Ottimi i singulti del teatro No, trasfigurati nei guizzi di un synth ultra pitch-ato, dell’unico brano intrigante di una raccolta a tema orientale dove a prevalere troviamo eleganza (in qplay ancora marzialità e suono spezzato samurai), costellazioni ambientroniche (See On See), nitore estatico, gamelan digitale e un cyber zen diffuso e noioso (Os Veix3).

Origami fatti e rifatti dieci anni fa quando i tempi erano quelli giusti. Oggi il minimo era pretendere almeno tre brani da ricordare. Ne abbiamo uno. Troppo poco.

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