Recensioni

7

Il suono di Tri Repetae, corposo e solido ma, al tempo, levigato e impalpabile, rappresenta l’apice del metodo sviluppato su Amber. È l’album che più impressiona i novelli appassionati del gruppo ma anche quello che li impone all’attenzione della scena elettronica internazionale tanto che Wire, la popolare rivista anglosassone, li acclama migliori artisti elettronici di quell’anno.

Da un punto di vista tecnico, il metodo Autechre s’arricchisce di nuove trovate, nonché di nuovi strati di profondità sonora e, in compenso, l’amalgama non indulge troppo, né verso atmosfere troppo cupe – come Amber – e né verso il rumore – il successivo Chiastic Slide -. Dael è un funk break-ato accompagnato da una melodia spaesata in stile Incunabula, Clipper inizia un discorso sul rumore ma vira sull’ormai basso sicuro (Tum-Tum-TumTum), sul quale s’inseriscono numerose tracce di suoni organizzati; Gnit è oramai “pasta al pomodoro” e Overand ricicla un brano di Selected Ambient Works 2, il capolavoro di Aphex Twin.

Grazie ad un sound di grande effetto, è senz’altro Rsdio, con la sua cantilena reggae-electro, il picco qualitativo, mentre la perfezione di Leterel e Stud, evidenziano che il puzzle è completo e che il giocattolo va smontato da capo.

Per tutti questi motivi, Tri Repetae è un naturale starting point alla musica del duo ma non il loro album migliore dal punto di vista dell’innovazione.

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