• Set
    01
    2012

Album

Fire Records

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Eccettuata l'antologia del 2004, negli anni '00 il trio neozelandese nato nel 1987 non aveva ancora pubblicato dischi: l'ultimo era del '99, forse perché gli '80 che andavano di moda nello scorso decennio non erano quelli di quando esordirono. Ossia quelli noise tra Sonic Youth e Jesus & Mary Chain, coi primi vagiti del grunge da una parte, lo shoegaze dall'altra, e Neil Young che tornava a fare il suo (e di conseguenza molti tornavano a Neil Young).

Tredici anni tra un disco e l'altro e ben poco è cambiato: quando Things That We Found parte come Cinnamon Girl finché entra un cantato 100% Reid, capiamo che i Bailter Space sono sempre lì, a giustapporre le loro influenze in un cocktail che lascia ben visibili gli ingredienti originari eppure suona personale e riconoscibile. Più vario di quello di gente come i Black Rebel Motorcycle Club, per certi versi simili nell'aggiornare certi bassi pesanti del canadese (vedi la title track, che inclina anche verso saturazioni e melodia My Bloody Valentine).

Il canovaccio prevede altre rimembranze d'epoca come qualche passaggio Pixies (Meeting Place) ma non mancano incursioni Iggy Pop solista (No Sense) o proprio Stooges (in Island visti dal punto di vista di Ranaldo e co., in Dset puri come ai tempi dei Gordons), e se vogliamo qua e là si sente anche qualcosa degli altrettanto coevi Loop.

Nonostante tutti i limiti immaginabili da un quadro simile, e pur nell'assenza di brani killer, il ritorno rimane comunque gradito grazie anche e soprattutto al piglio energico che tiene su il mix di pop e violenza, evitando cali di tensione.

18 Novembre 2012
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