• Ott
    01
    2012

Album

Blow Up Records

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Dietro ai Baltic fleet si nasconde Paul Fleming, ex tasterista degli Echo & The Bunnymen, e diciamolo subito è la notizia più interessante di tutta la questione, perché questo secondo Towers è un disco che non offre particolari emozioni.

Chiaro il gioco: un post rock che viaggia a ritmo trance/motorik, con tastiere cristalline made in Kraftwerk, e così giù per le intere dieci tracce del disco, tutte strumentali. E' un materiale che senza dubbio Fleming padroneggia ma i limiti sono evidenti: disco esageratamente monocorde e interstizio percorso abbastanza anonimo. Tutta la componente '80s/90s è di poco appeal (specie quando si parla del drumming), e se si sfila la velina kraut il terreno sotto i piedi non sembra poi così saldo (salvi un paio di buoni episodi come Toir de e Reno). Fleming dice di ispirarsi a Eno, Neu!, Sigur rós e Dj Shadow. Ci sta, ma a noi rimane nelle orecchie un disco discreto, che ha pochi motivi per essere infilato nel lettore. Forse i fan…

1 Novembre 2012
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