• Mar
    04
    2008

Album

Cooking Vinyl UK

Add to Flipboard Magazine.

La reunion più insensata. Nella messe apparentemente infinita di recenti riassembramenti, un primato del genere non era stato ancora raggiunto, e che a conquistarselo sia una band fondamentale, iconica, per certi versi tra le più sacre del post punk tutto – non solo della sua diramazione goth, quanto nelle contaminazioni dub, glam e psych – non è una cosa che dispiace, è una cosa che fa proprio male.
A venticinque anni dall’ultimo album in studio, registrare dieci canzoni poco ispirate, in soli dieci giorni, così, alla bell’e meglio… e non per un ritorno in grande stile ma per suggellare lo scioglimento definitivo (esatto, avete letto bene), è una scelta talmente insulsa che sarebbe meglio pensare a uno scherzo colossale.

Detto ciò, potete sempre voltarvi dall’altra parte e fingere che questo disco non sia mai esistito. O, se volete cimentarvi nell’ascolto, cercate di non pensare troppo a In The Flat Field, a She’s In Parties, all’apparizione in The Hunger (Miriam si sveglia a mezzanotte), ai Love And Rockets e alle cose buone del Murphy pop, alle dignitosissime reunion live del ’98 (doppio live Gotham annesso) e del 2006.

Non vi verrà nemmeno tanto difficile, visto che in Go Away White la traccia di tali fasti è labile ed impalpabile, un fuoco fatuo che si accende solo a tratti – a metà programma con Saved, Mirror Remains, Black Stone Heart, buone composizioni che si avvicinano a certe sperimentazioni di The Sky’s Gone Out–; per il resto, c’è ancora l’inconfondibile chitarra tagliente di Daniel Ash, ma fuori luogo in un contesto tanto fiacco, svuotato di ogni grinta e contenuto (Too Much 21st Century è impietosa in tal senso); c’è solo un giro di basso appena interessante (Endless Summer Of The Damned); c’è un Peter Murphy spompato, il cui carisma si manifesta solo per pochi flash (finendo per suonare autoparodistico nella sua ennesima impersonazione Iggy/Bowie in Undone). La composizione raffazzonata, la produzione quasi inesistente, la qualità demo del tutto fanno il resto. Una macchia – l’unica – che, ci auguriamo, verrà coperta dalle sabbie del tempo.

2 Marzo 2008
Leggi tutto
Precedente
Microphones – “The Glow” Pt.2 Microphones – “The Glow” Pt.2
Successivo
Merz – Moi Et Mon Camion

album

artista

Altre notizie suggerite