• Ott
    01
    2006

Album

Carpark

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Il nome è di quelli che confondono. Beach House. La casa sulla spiaggia. L’associazione di idee è scontata: sole, mare, abbronzatura, divertimento, casino. Dunque, ti avvii in direzione di un luogo che ti aspetti – come minimo – pieno di calore e sorrisi. Qualcosa, però, non sembra andare per il verso giusto. La sabbia c’è, ma al tatto risulta fredda e indifferente al carico di aspettative che ti porti appresso. Alzi gli occhi al cielo, e vedi le nuvole rubare i raggi del sole, che da quaggiù risulta malaticcio e dal passo svelto. Di fronte, la casa è ben diversa da quanto prometteva il nome. Sobria, piccola, severa. Dalle stanze rimbombano spettrali delle canzoni che sono un distillato di cuori infranti ed esistenzialismo dei tempi moderni. Come i Low, ma dall’umore ancora più basso. Come i Mazzy Star, che sublimano le loro depressioni in un mare di tastiere. Questi sono i Beach House.

Un duo che non si limita a suonare la propria musica, ma – anche se può sembrare banale – la fa davvero vibrare, creando così la perfetta colonna sonora di un giorno di pioggia da vivere in riva al mare, con l’acqua a lavare via abbronzatura, risate, ricordi. Ed è tutto – nonostante tutto – bellissimo. La dissolvenza di Heart And Lungs  riverbera i suoi cori nello spazio circostante. La ninna nanna dark di Master Of None è una marcetta blues che a metà del tragitto incontra la psichedelia – un matrimonio non nuovo ma sempre affascinate. Tokyo Witch è una cantilena dall’ambientazione sonora quasi ovattata ma dalla forza espressiva spaventosa.

Possiamo parlare di sorpresa? Certamente. Perché questo esordio sulla lunga distanza della band di Baltimora aggiorna le emozioni dello slowcore, innervandone le strutture di rimandi psichedelici vicini per alcuni aspetti ai sogni senza tempo del dream pop. Sono quindi trentasei minuti intensi. Austeri negli arrangiamenti ma non nelle vibrazioni. Come una passeggiata autunnale, con la nebbia che sottrae ai nostri occhi la platea dell’orizzonte. Perché l’autunno è qualcosa di più di una semplice stagione. Uno stato dell’anima. Come la musica dei Beach House.

1 Ottobre 2006
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