• Mag
    14
    2013

Album

Chapter Music

Add to Flipboard Magazine.

Sempre più palpabile la forte presenza di all-female band in un 2013 che dopo una partenza incerta sta iniziando a regalare parecchie soddisfazioni. A testimoniare la vasta copertura geografica – oltre che stilistica – l’Inghilterra propone le lanciatissime – quanto valide – Savages, gli USA rispondono con le Haim e il duo Deap Vally, mentre Italia e Australia si fanno largo rispettivamente con – escludendo l’attesissimo ritorno delle Lollipop – le Blackie Drago e Beaches.

Formatesi a Melbourne nel 2007, le cinque Beaches (Ali, Al, Antonia, Karla e Gill) hanno pubblicato l’omonimo debutto nel 2008 e il quattro tracce Eternal Spheres nel 2010, ma solo ora sembrano poter uscire dai confini locali, grazie anche alle recenti attenzioni di webzine internazionali riservate all’ultima fatica She Beats.

Ulteriore conferma dell’ottimo stato di salute della scena psy australiana (Tame Impala su tutti), She Beats parte subito in quinta con una Out Of Mind che veleggia a metà tra l’acidume psichedelico di stampo californiano e alcune sfuriate shoegaze di fine anni Ottanta: voci trascinanti e perennemente effettate, pulsante sezione ritmica e stratificazioni chitarristiche in grado di riempire il suono.

La strumentale Keep On Breaking Through materializza le allucinazioni desertiche dei primi ’70, periodo storico che devono aver studiato con attenzione dato che, come i non troppo distanti TOY, le cinque ragazze dimostrano in più di una occasione di essere preparate alchimiste psy-kraute nelle dilatazioni cosmiche che sono in grado di ricreare (Distance). Lo zampino, in due tracce, di mister Michael Rother (NEU!) ovviamente aiuta. Analizzando il tutto con la lente di ingrandimento si scoprono poi dettagli per certi versi inediti: la bassline post-punk di Dune, il tiro rock – assolo compreso – dell’orecchiabile Send Them Away, il lento mantra Velvetiano di Veda e gli intrecci vocali sbilenchi di Distance(le Shaggs sarebbero orgogliose di loro) e Weather, quest’ultima veramente multiforme e avvolgente.

L’album prodotto da Jack Farley (già dietro ai conterranei Twerps) sembra essere un gustoso antipasto nell’attesa del piatto forte: portavoci di un credo definito ma comunque lasciato libero di evolvere, le Beaches hanno i mezzi e le qualità per poter puntare ancora più in alto. In She Beats, infatti, la resa è già di prim’ordine, manca giusto il colpo di genio a livello di profondità compositiva e una produzione capace di guardare oltre alla trip music. Magari il nome giusto potrebbe essere quel Kevin Parker (Tame Impala) che ha già cromato l’esordio lungo della sua musa Melody’s Echo Chamber.

17 Maggio 2013
Leggi tutto
Precedente
The Fall – Re-Mit The Fall – Re-Mit
Successivo
Sursumcorda – Musica d’acqua Sursumcorda – Musica d’acqua

album

artista

Altre notizie suggerite