• Dic
    01
    2005

Album

Interscope Records

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Beck è uno di quelli che il remix lo tiene d’occhio. Sa che aria tira nei sottoscala e non gli sfugge nulla, figuriamoci i trabiccoli a 8 bit… (Gettochip Malfunction Hell Yes); del resto Guero, Portorico e hip hop con piroetta, era un album da remix in nuce e il biondo, dopo due esitazioni a metà duemilacinque, ha cerchiato pollice e indice.

Ok. Via col remissaggio globale: nel frullatore oltre ai Boards Of Canada, Homelife, Islands, Octet, El-P, John King. Canzoni bastarde, caotiche, alcune skippabili, una bella da morire (certo, Broken Drum), una curiosa ma – che dico – inutile (la primavera di oboe di Qué Onda Guero rivisto dall’ex Unicorn Islands, la più complessa del lotto), una semplice (la versione tra marziale e delicato di Girl di Octet), un’altra – che noia – con i soliti archi pomposi (che delusione gli AIR synth pop di Heaven Hammer ( Missing)).

Per dire con le solite frasi fatte: con i consueti limiti del caso, Guerolito è un album di remix, e questi progetti, si sa, vanno presi con le dovute pinze. Andando oltre, la raccolta lascia un amaro in bocca particolare: non è un lavoro confezionato male, non troviamo grosse ingenuità da parte dei protagonisti, piuttosto porta con sé una sensazione vieppiù diffusa, di vacuità del segno e del simbolo. A caratterizzare Guerolito è l’inutilità dell’effetto speciale tra montagne russe synth-pop e hip hop transegnico; a tinger la carrozzeria, gli anni ’80 che ancora impazzano (ma che è ora metter nel cassetto). Insomma un laser show posticcio, un Goldfinger senza oro.

Old brotha Beck, what happened to you ?

1 Gennaio 2005
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