• Giu
    01
    2009

Classic

Kimi Records

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Immaginate una parodia involontaria di Atom Heart Mother, ma davvero molto meno pretenziosa, e quindi involontaria solo perché in alcuni passaggi lo ricorda, come un umore di fondo che ci sarebbe potuto essere nella suite di allora, ma che non fu. Quindi diciamo impianto easy-listening pop-rock con tanti fiati a sostenere melodie e contrappunti, comprese voci suadenti che sono facilone quanto memori di un certo gatto sornione, Kevin Ayers (Whaling In The North Atlantic).

Il bello, anzi bello è dire troppo, ciò che incuriosisce di Murta St. Calunga – come degli altri dischi che già abbiamo affrontato di Benni Hemm Hemm – è proprio che ci porta a compiere un’oscillazione. Come dire che dal popolare e il colpo di sicuro effetto, soprattutto nei crescendo epici e negli arrangiamenti bandistici, si annusa una consapevolezza che fa l’occhiolino a un passato molto onorato. L’islandese Benni Hemm Hemm d’altronde ha confezionato queste undici tracce con l’intento di farne romantiche ballate, e ammiriamo la sua bravura nel sembrare onesto e semplicemente orecchiabile e invece nel colpire con scienza e coscienza (e usciere) l’ascoltatore che subisce il fascino di una melodia ben concepita per essere un po’ struggente, un po’ appiccicosa, un po’ serenamente indulgente; ma anche la coralità tonda degli ottoni. Più entriamo in questo disco facile, più gli riconosciamo uno sguardo calcolatore. Chissà se ce l’hanno visto anche quelli della Kimirecords, che oggi ristampano l’opera per coloro – cioè l’Europa – che se la sono persa un anno fa, quando uscì per la prima volta.

6 Luglio 2009
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