• Apr
    12
    2019

Album

Warp Records

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Dopo Phantom Brickworks, il sorprendente album (drone) ambient del 2017, Stephen James Wilkinson, in arte Bibio, torna alle contaminazioni e alla purezza folk per le quali si è conquistato un discreto fortino di seguaci in casa Warp e nel mondo. Ribbons, proprio come A Mineral Love e Silver Wilkinson prima di lui, è caratterizzato dal un ritorno al verde di campagne e foreste secolari rese alla chitarra acustica con un bucolico e ormai riconoscibile fingerpicking, e questo nonostante la copertina, che sembrerebbe promettere innesti elettronici e altre sofisticate derive à la True Detective. I nuovi brani sono cristallini ma non si accontentano di immergere l’ascoltatore nelle sognanti atmosfere dell’Inghilterra e dell’Irlanda del tempo che fu, e allungano lo sguardo anche su produzioni settantiane che da sempre sono territorio di razzia da parte di producer Hip Hop di ogni ordine e grado. Bibio è un kindered spirit, un’anima soul, lo è da sempre, e tra i suoi eroi non sorprende trovare J Dilla ma anche Madlib. L’idea qui è quella di render loro omaggio nel modo meno scontato, ovvero andando direttamente alla fonte, riascoltando gli album che questi artisti hanno campionato, e partendo da quelli per trarre spunti, mood e ispirazione tout court.

Non che sia una completa novità per lui, quella che vuol spacciarci nella press: già in passato – vedi With The Tought Of Us – questo terreno di coltura era stato battuto, attivando allora naturali paragoni con il falsetto e il gusto estetico di Toro Y Moi. Qui le fattezze sono quelle di una bolla in sospensione spazio-temporale sonorizzata con il medesimo mix di funky e disco per il quale è attualmente in fissa Kevin Parker con i suoi Tame Impala. Ascoltatevi Old Graffiti (con influenze brasiliane) o Before, per averne due lampanti esempi oltre che ottenerne un similare effetto nostalgico/interlocutorio. Nel disco non manca neppure il momento boardsofcanadiano, una ricongiunzione  con le sue prime cose che prende il nome di Pretty Ribbons And Lovely Flowers, l’unico episodio folktronico in una scaletta che presenta pregi e difetti di lungo corso del suo autore, in bilico tra texture e canzone, produzione e arrangiamento. Una linea di galleggiamento che lo colloca tra il sublime e il lezioso (Patchouli May), l’intimismo e la maniera (Quarters con ricordi di N.A.M.), un Donovan ambientale e l’autore delle musiche di uno spot sull’Irlanda (Under a Lone Ash).

14 Aprile 2019
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