• ott
    01
    2011

Album

Soma Records

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Un album che rispecchiasse l’atmosfera dark e fisica dei loro live set: così i tre Black Dog desideravano tornare dopo due prove legate alla musica d’ambiente (Music For Real Airports) o dronata (Dokument .02, Dadavistic Orchestra). Con un disco intrinsecamente techno che continuasse a respirare electro a pieni polmoni (Drop Kick Kali), tagliando il quadrato ritmico con progressioni di synth, aperture sci-fi, cyber e quant’altro il genere porta con sé dalla trasfigurazione brit in avanti.

Rispetto ai Black Dog concettuali a cui eravamo abituati, quelli di Liber Dogma imbastiscono minimal groove – aereospaziali come sottomarini – per andare dritti al punto, senza fronzoli, spesso in tunnel vision (Silent Escape), magari accarezzando bad trip altezza ’93 (Worship The Drum, Single Light Focus) e sempre in scrupoloso 4/4. Ci piace che l’idm in scaletta (Hype Knot 7, Feeder Rub Out, Dark Wave Creeping) sia occasionale decompressione e che i ganci ai 70s tastieristici siano funzionali ai locked groove (Reverse Dorian Grey). Ci piacciono anche le resistenze sui bassi e il finale in surplesse di Streets In The Sky, una traccia elegiaca e ascensionale.

Negandosi compiacimenti, retrologie e facili chance anthemiche, Ken Downie e i due Dust Science Martin e Richard Dust sfornano una tracklist che vince la sfida dell’ortodossia. Un set techno ideale.

1 Novembre 2011
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