• Feb
    01
    2013

Album

Kanine

Add to Flipboard Magazine.

Per il 2013 la Kanine Records ha deciso di sparare subito due cartucce targate female-led indie-rock: gli interessanti Fear Of Men e i Bleeding Rainbow.

Quei pochi che si ricordano dell’album del 2010 intitolato Prism Eyes, probabilmente sapranno già che i Bleeding Rainbow non sono altro che l’evoluzione del duo Reading Rainbow. Ora ufficialmente un quartetto, il gruppo di Philadelphia ha inevitabilmente cambiato di conseguenza l’assetto strumentale: la leader Sarah Everton ha abbandonato la batteria per passare al quattro corde ed emergere più facilmente come figura centrale del progetto.

Anche l’aspetto musicale ha subito una mutazione spostadosi da un noise-garage-pop piuttosto tirato a qualcosa facilmente inseribile all’interno del revivalismo ’90s/fuzz-rock che – solo per citare gli ultimi in ordine di tempo – abbiamo recentemente trovato tra i retrogusti zuccherati degli History of Apple Pie.

Dell’album di debutto Yeah Right disorienta la struttura dell’iniziale Go Ahead (la traccia più lunga del disco, sei minuti): dai primi passi slo-fi fino agli ultimi scorci noise-punk i giri aumentano costantemente secondo dopo secondo. Quella di Go Head è però una delle trovate più interessanti del lotto: altrove infatti Sarah e compagni faticano a trovare gli ingredienti giusti in ottica pop song. Le melodie non mancano e gli hook anche, ma i brani non superano quasi mai l’aurea mediocritas intra-genere.

Pur nutrendosi direttamente dalle fonti storiche chiamate Sonic Youth (Losing Touch) e My Bloody Valentine, i Bleeding Rainbow dimostrano di non avere difficoltà nel muoversi agilmente tra l’indie-pop più puro e le distorzioni shoegaze. Purtroppo però riescono a tirare fuori il classico coniglio dal cilindro in poche occasioni, un esempio su tutti l’appicicosa Waking Dream, singolo piglia tutto trainato da un arpeggio/riff 90s e cori sunshine-pop di scuola sixties. Troppo poco per riuscire realmente ad emergere all’interno di un revivalismo che vede esordire nuove band praticamente ogni settimana.

Con Yeah Right la band della Pennsylvania svolge discretamente un compitino che suona più che altro come un timido tentativo di gridare al mondo un “Hey, ci siamo anche noi, siamo qui!!”. Peccato che il mare in cui hanno deciso di tuffarsi sia sconfinato e già colmo di protagonisti probabilmente più meritevoli.

10 Marzo 2013
Leggi tutto
Precedente
Marta Sui Tubi – Cinque, la luna e le spine Marta Sui Tubi – Cinque, la luna e le spine
Successivo
My Dear Killer – The Electric Dragon of Venus My Dear Killer – The Electric Dragon of Venus

album

artista

Altre notizie suggerite