• Apr
    06
    2015

Album

Naive

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AKÖ è il terzo album del cantautore camerunense Blick Bassy, trasferitosi nel 2005 a Parigi per poter sviluppare il proprio percorso artistico in un ambiente più ricettivo nei confronti di certi stimoli. Da quel momento in poi la sua carriera è andata assestandosi su uno standard di qualità abbastanza alto, con due album di pregevole fattura realizzati nel 2009 e nel 2011. Questo nuovo disco, cantato sia in inglese che nella sua lingua locale – ormai un vero e proprio marchio di fabbrica ostentato con orgoglio – contiene 11 canzoni che spaziano attraverso un ampio spettro di generi ed influenze, dal blues al jazz, fino al finger-picking folk e la musica caraibica. Il tutto ovviamente condito da una attitudine decisamente da world music, che spesso ricorre a suggestioni provenienti dal proprio Paese di origine e non solo.

È in un brano come Tell Me che emerge chiara la scrittura serena, ampia e ispirata di Blick Bassy: una costruzione armonica di tutto rispetto, una folk song sorretta da cori di voci e una base percussiva tanto presente quanto messa al servizio della voce e del violoncello, che conducono l’ascolto verso vette melodiche notevoli. AKÖ è l’apertura a un mondo di sonorità continuamente in movimento, che trasportano nel giro di tre minuti da una parte all’altra del pianeta (One Love), dal blues desertico dell’opening track Aké fino all’interessante contaminazione tra country e calypso della successiva Kiki.

Gli undici episodi del disco scorrono via in velocità, e in poco tempo ci si trova a premere di nuovo play per catturare i dettagli e i passaggi che al primo ascolto erano meno evidenti; il tessuto sonoro dell’album è infatti scarno ma prodotto con una precisa intenzione, a livello di arrangiamento e strumenti, per far sì che l’impianto di ogni canzone arrivi leggero e tuttavia denso, dal punto di vista delle suggestioni. Basti pensare a una canzone come Mama, dove ritmiche africane, delicatezze di archi e un andamento da marcia si fondono in una gentile pop song, oppure al country blues di Moût, che si colora di fiati e archi nel finale.

Si dice che il terzo disco sia sempre il più difficile; fatto sta che AKÖ è un lavoro calibrato, cesellato e suggestivo allo stesso tempo.

 

4 Luglio 2015
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