Live Report

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Poi viene settembre… Quarta edizione dell’eterogenea rassegna pratese, dal 30 agosto al 3 settembre (in cartellone anche l’accoppiata italiana Zen Circus/…A Toys Orchestra). Un appuntamento, quello del “Settembre // Prato è Spettacolo”, ormai imperdibile nella geografia degli eventi dal vivo che contano in area toscana, che nelle sue scorse manifestazioni ha portato sul palco di Piazza Duomo nomi come Interpol, Air o Benjamin Clementine. Quest’anno la serata-evento, quella di maggior prestigio e quella che a noi interessa ovviamente di più, ha schierato tre headliner internazionali ad avvicendarsi on stage per circa cinque ore di musica, dalle 20:00 all’una di notte. A tal proposito, un plauso va alla prontezza degli organizzatori, capaci di attrezzare benissimo la staffetta e di affrontare in tempo reale ogni problema tecnico/logistico.

I Blonde Redhead aprono e i dEUS a sorpresa chiudono (in realtà, questi ultimi posticipati in scaletta per aspettare che arrivasse la strumentazione), entrambi alle prese con set prettamente elettrici, più avvolgenti e malinconici i primi più immediati ed energici i secondi. Le conosciamo bene e, in attesa di nuovi segnali discografici, le band di Kazu Makino e Tom Barman attingono tanto ai loro migliori tardi Novanta quanto ai loro maggiori successi, trasportando l’indie rock talvolta vicino al dream pop, talvolta al funk. Un’onesta doppietta di veterani in perfetta forma, che basterebbe a rendere la serata di alto livello e super godibile.

Nel mezzo, però, ci sono gli Einstürzende Neubauten, i più attesi, e si vola nell’empireo della sperimentazione industrial-noise d’autore: su un altro pianeta. Al solito ombrosi, epici persino nel minimalismo, misurati persino nella teatralità, Blixa Bargeld – nel suo completo scuro brillantinato – e soci tengono in scacco il pubblico con tredici brani che si rifanno alla loro quasi quarantennale produzione. Anche se, a dirla tutta, si attinge dal passato meno remoto, per la precisione dal 1989 in poi, con grande spazio agli anni Zero del classico Silence Is Sexy, di Perpetuum Mobile e dell’ultimo vero e proprio album del 2007 Alles Wieder Offen. Da Lament, l’opera sulla Grande Guerra più recente e atipica che aveva generato un tour a parte, si ripropone soltanto How Did I Die?. Percussioni, corde, lamiere, orchestrazioni syntetiche, la seta dark della lingua inglese e la spigolosità metallica di quella tedesca. Si corre sul cinematografico filo delle suggestioni con The Garden, Nagorny Karabach e la “hit” Sabrina, ci si lascia possedere dai clangori con Haus Der Lüge e la “melancholica” Die Befindlichkeit Des Landes. Nel finale spazio al gioco con Let’s Do It A Dada! e all’apocalisse dell’anima con Total Eclipse Of The Sun. Poi torna settembre…

4 Settembre 2018
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