• Gen
    01
    2010

Album

Bar La Muerte

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Coloro che ancora comprano i dischi anche per leggerne i libretti conosceranno il nome di Nicola Manzan ed il suo violino al servizio di diverse uscite recenti dell’indie nostrano e oltre (Baustelle, Alessandro Grazian, Il Teatro degli Orrori). Ma il trevigiano quando è solo evita qualsiasi tipo di rotondità, preparando invece la polvere pirica per le deflagrazioni di Bologna Violenta che dopo una serie di cd-r, ep e partecipazioni a compilation arriva all’esordio ufficiale con la spinta produttiva della Bar La Muerte di Bruno Dorella.


La passione per il b-movie italiano evinta fin dalla ragione sociale si concentra qui in un omaggio ai Mondo Movies anni sessanta, pellicole simil-documentaristiche dalla tematiche volontariamente scabrose tra sessualità e violenza: Il Nuovissimo Mondo risulta così un necrologio, in forma di radiodramma grind-breakcore schizoide e rumoroso, su una società (la nostra) che nel declino inarrestabile festeggia festeggia, ovviamente prima di morire. Di scampo non ce n’è proprio per nessuno, né dalla crapula né dalla fine, e la strada costruita su tappe che accennano microstrutture folk, lounge, addirittura techno, è in realtà disseminata di cluster spaccatimpani chitarra-violino-drum machine e trapanature claustrofobiche, nelle quali s’inseriscono brevi recitativi sui più assortiti deliri generati dai più assortiti rimbambimenti (leggi alla voce politica, cultura, tradizione). 


L’effetto finale è sardonico e angosciante, anche quando gli animi si placano per una rilettura ad archi intrecciati di Blue Song dalla colonna sonora di “Milano Trema” di Guido e Maurizio De Angelis, raccordo non meno inquietante all’aria Naked City che si respira nelle altre tracce. Bologna Violenta racconta che il genere umano è alla frutta, sottolineando che pure la frutta è definitivamente marcia.

18 Gennaio 2010
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