• Apr
    09
    2013

Album

Cooperative Music

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Coerenza prima di tutto: Bored Nothing è la dimostrazione di come si possa essere slacker nel midollo fin dalla scelta del proprio moniker. Australiano dal look post-nerd, il giovane Fergus Miller porta avanti il progetto Bored Nothing ormai da qualche anno, ovvero dalle prime cassettine DIY realizzate e distribuite agli amici durante la sua tarda adolescenza nomade, messe poi a punto una volta stanziatosi a Melbourne.

Il primo vero e omonimo album può essere considerato una compilation, in quanto raccoglie principalmente brani tratti da EP/tapes precedenti. Uscito nella terra dei canguri sul finire del 2012 per la Spunk Records, Bored Nothing ha recentemente incrociato il percorso della Cooperative Music, la quale ne garantirà la visibilità fuori dai confini australiani.

Più tendente all’autoisolamento che alla baldoria-yolo, l’attitudine slacker di Fergus Miller si traduce in brani mai sguaiati, sorretti debolmente da un timbro fragile incapace di trattenere la sofferenza. Nasce così un incrocio tra Elliott Smith (Get Out Of Here in assoluto, ma anche l’ottimo songwriting di Charlie’s Creek) e Christopher Owens.

Cantautorato quindi, ma per un target meno paziente e meno amanante dell’intimismo lo-fi (Daniel Johnston è tra i suoi principali punti di riferimento), non mancano i brani più scanzonati che allontanano il pericolo bored-zone: le chitarre jangly del manifesto iniziale Shit For Brains (“it’s hard for me to say but we’ve all got shit for brains”) o di Popcorn, il chitarrismo ’90s-indie via Pavement (Darcy), il garage-pop via Sonic Youth di Dragville,TN e la formula super pop di Echo Room. Brani che durante i live vengono galvanizzati dalla neonata band di supporto composta da due amici e dal suo fratello minore.

Come una sorta di dottor Jekyll e Mr. Hyde, l’occhialuto Fergus Miller si nasconde dietro ad un trasformismo ambivalente, in grado sia di toccare intense corde emozionali, sia di scivolare via come l’acqua lasciare troppe tracce. Al grido di “nineties forever” il revivalismo ha trovato un nuovo adepto.

13 Marzo 2013
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