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7

Uno degli split più attesi della stagione: il duo californiano erede della old school drone/doom degli Earth e il trio giapponesissimamente noise discendente dallo stoner psichedelico degli indimenticabili Melvins (Boris è il titolo di una canzone di Bullhead).

La trepidazione è palpabile, perché ultimamente dalle paludi underground della Southern Lord sono uscite delle creature multiformi e delle sequenze da incubo metafisico post-Chtulu che hanno avvicinato ascoltatori metal e stoner in un maelstrom duro e inedito, gridato a squarciagola da suoni d’oltretomba che non si impantanano nella malinconia dark.

A parte l’introduzione classicamente drone (che guarda caso si chiama Etna: lava colante senza fine, zampilli che escono dalle chitarre fischianti), il set approda a uno stato di calma squisitamente ambient (le sciabolate industrial di N.L.T.) o a un post-folk apocalittico fatto apposta per il prossimo concerto dei Current 93. Sembra paradossale, ma The Sinking Belle è una stupenda ballata desert blues sussurrata da una voce fuori dal tempo (quella del graditissimo ospite Rex Ritter) e Fried Eagle Mind è il suo controcanto visionario e sfatto, lo scheletro dilatato del rock che solo i primi Pink Floyd avevano osato punzecchiare.

Due gruppi usciti dall’underground (quest’anno alla Knitting Factory di New York – tempio dell’indie rock e dell’avant jazz) che in questo supercombo sono maturati, uscendo dalle paludi metal e ritrovandosi in una foresta carbonizzata, un deserto spogliato degli orpelli manieristici dei generi e pronto a far rinascere nuovi germogli. Attendiamo impazienti la prossima fioritura.  

P.S. la special edition in 2 CD contiene uno stupendo cameo di 28 minuti del leader degli Earth, Dylan Carlson. Altamente consigliato.

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