• Ott
    01
    2009

Classic

Bureau-b

Add to Flipboard Magazine.

After The Heat, datato 1978 e nato dalle medesime sedute di Cluster & Eno, è un disco diverso dal precedente. Bipolare. Anzitutto sparisce la sigla Cluster per far spazio all’intestazione Moebius e Roedelius. Eno, pure alla voce solista, rimane intatto. La forma guadagna spessore. La proto-ambient di poco prima alterata (e alternata) dal groove. Le movenze si fanno fosche. Si annidano funk torbidi.

Foreign Affairs e Base & Apex, le sinistre Tzima N’arki (con take vocali, in reverse, presi da King’s Lead Hat di Eno) e Broken Head – anticamera, tra le tante cose, del Peter Gabriel di Intruder – muovono, di contro alla passata sortita, verso forme art pop prossime al Before After And Science che l’inglese – con cameo di Moebius e Roedelius – rilasciava l’anno prima. È un dono divino. The Belldog, il climax: sei minuti tra i più belli del ‘900 tutto. Ballad siderale e visionaria, pregna di spleen cosmico nonché prova monstre dei Nostri.

Qualche settimana dopo si materializzava Music For Airports di Eno, ovvero la musica ambient al debutto. E qui, in After The Heat, se ne ascoltano incipit (Luftschloss, The Shade, Old Land) e pregustano umori. Le loro strade si divisero di lì a poco: Moebius e Roedelius impegnati con Cluster e progetti in proprio, e Brian Eno, tra una produzione qua e la divulgazione della musica per ambienti là, che non ebbe più un minuto libero. Alla pari di Cluster & Eno: un gioiello prezioso, l’idillio perfetto

15 Ottobre 2009
Leggi tutto
Precedente
Echo & the Bunnymen – The Fountain Echo & the Bunnymen – The Fountain
Successivo
Amari – Poweri Amari – Poweri

album

artista

artista

artista

Altre notizie suggerite