• Ago
    01
    2010

Album

Proper

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Cresce con gli ascolti l'esordio dei The Burns Unit. E pure inaspettatamente, visto che al primo passaggio mostra un'anima poco equilibrata, con una What Is Life che sembra occhieggiare in maniera inquietante a Shakira, certi richiami ai Low di una Future Pilot A.K.C. decadente a malinconica, il Leonard Cohen gitano di You Need Me To Need This o i Belle & Sebastian di Trouble. E' sufficiente recuperare i crediti del disco, tuttavia, per comprendere che si tratta di un cosciente esperimento di global-folk-pop e non di mera presa per i fondelli. Anzi di più. Di una sociologia da appartamento tipo Grande Fratello applicata ai suoni. Con otto musicisti provenienti da Scozia e Canada – oltre che da precedenti esperienze agli antipodi – auto-richiusisi materialmente in una casa a interagire.

Dall'ideale brainstorming da supergruppo in gita nasce un disco che rispecchia la diversità di approccio degli artisti coinvolti, nelle molteplici anime che lo compongono ma anche nel pedigree che lo accompagna. Con la voce suadente di Emma Pollok (Delgados), lo spoken word di Mc Soom T (sul dub-afro di Send Them Kids To War e nella già citata What Is Life) e il cantato sognante di Karine Polwart (Helpless To Turn) a guidare una coralità multisfaccettata in cui far convivere basso (Future Pilot A.K.A.), chitarra (Kim Edgar), tastiere (King Creosote), synth, accordion (Michael Johnston) e batteria (Mattie Foulds). Materiale che mette in mostra un gruppo di lavoro appassionato e una scrittura pop cristallina, oltre a un pugno di desinenze tradizionali scozzesi/latine decisamente in linea con l'attuale tendenza al crossover etnico.

22 Novembre 2010
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