• Giu
    11
    2013

Album

Capitol

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Se l’equazione estate = divertimento giustificasse uscite discografiche destinate all’intrattenimento spicciolo, i Capital Cities avrebbero sicuramente una collocazione di rilievo.

I due californiani party-oriented Ryan Merchant e Sebu Simonian, dopo varie esperienze (poco fortunate e perlopiù locali) nel 2008 si incontrano grazie ad un annuncio su Craigslist e danno vita al progetto synth-dance Capital Cities. Una gavetta avara di soddisfazioni fino al classico colpo di fortuna che può cambiare – anche solo per qualche mese – la propria sorte artistica: sul finire del 2012 la loro Safe and Sound, contenuta nell’omonimo EP pubblicato l’anno prima, inizia a ricevere airplay radiofonico prima nelle radio californiane e poi su tutto il territorio a stelle e strisce, attirando così le attenzioni della major di turno (la Capitol Records).

Alla base dell’astuzia melodica di un brano come Safe and Sound gioca probabilmente un ruolo fondamentale il passato da jingle-maker di Sebu Simonian: beat uptempo volutamente jump-inducing, synth protagonista e dimensione tanto da club, quanto – appunto – da spot tv. Rimane il dubbio: è tutto frutto delle fredde teorie orientate al business o di un vero e naturale istinto per le killer-track?

Difficile trovare una risposta tra le dodici tracce che compongono l’album di debutto In a Tidal Wave of Mystery, idealmente poco più che l’arricchimento quantitativo dell’EP di due anni fa. Oltre a Safe and Sound ritroviamo infatti Patience Gets Us Nowhere Fast, la sfacciataggine dancey di I Sold My Bed, But Not My Stereo, Center Stage e Love Away. Non solo disco-pop da spiaggia, ma anche tanto groove synth-80s, tocchi funky (Center Stage e guestata di Andre3000 a testimoniare) e fiati filtrati ovunque a creare situazioni in ottica fun&epicness.

Si ha la sensazione di essere di fronte a una americanizzazione delle idee pop di stampo french, che si parli dei primi Phoenix o dei Daft Punk di R.A.M. Chartreuse flirta con la slow-disco da intorto fine ’70, mentre Tell Me How To Live presenta addirittura un inserto latin che riporta diretti alla fine degli anni ’90. Riferimenti temporali precisi raccontati con ironia (“like Michael Jackson Thriller, like Farrah Fawcett Hair“) e furbizia. Stereotipi portati all’estremo (l’electro-funk di Origami, scandito ovviamente con la vocina effettata in modalità j-pop) e una varietà stilistica che convive serenamente con una proposta tutto sommato riconoscibile e con i propri tratti distintivi, per quanto grossolani.

Nulla forse è efficace quanto Safe and Sound ma in In a Tidal Wave of Mystery la quantità di filler rasenta lo zero, tanto quanto l’apporto artistico dell’intero progetto. Nessun processo alle intenzioni però, questo è pop nella sua accezione più concreta. Siamo pronti a scommettere sulla loro imminente esplosione su larga scala e se le sfumature nu disco saranno la colonna sonora dell’estate 2013 lo dovremo in parte anche ad un album come questo.

7 Giugno 2013
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