• gen
    26
    2015

Album

Auand

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Il secondo disco della contrabbassista Caterina Palazzi con i suoi Sudoku Killer – ovvero Antonio Raia al sax tenore, Giacomo Ancillotto alla chitarra elettrica e Maurizio Chiavaro alla batteria – è un gorgogliare lento dai risvolti imprevedibili.

Con un impianto fondamentalmente jazz alla base ma l’anima sospesa in un limbo tra rock e colonna sonora, Infanticide evidenzia una polpa volutamente sfilacciata ma assai intrigante, che alterna parentesi elettriche acide alla chitarra e membrane no wave (Sudoku Killer), intimismo dispari (Nurikabe) e cadenze marziali blues-noise inchiodate sulla batteria e sul contrabbasso (Hitori). E’ tuttavia complicato ridurre a pochi dettagli un immaginario sonoro angolare e con scarsi punti fermi: a dimostrazione, brani con uno sviluppo quasi sempre sopra i dieci minuti di durata e decisamente variabili nel mood.

Eppure è proprio questa libertà di fondo poco interessata al virtuosismo fine a se stesso e tesa invece a lavorare sulla pasta di un suono articolato e trasversale ai generi, il tratto distintivo di una musicista coraggiosa – e di un’ottima squadra – premiata nel 2010 come migliore compositrice italiana con il JazzIt Award.

5 luglio 2015
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