• Apr
    11
    2011

Album

Downtown, Polydor

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Sapevamo che se ci fossimo riusciti, nessuno sarebbe stato in grado di copiarci” dicono oggi compiaciuti. E ci mancherebbe! Una band che inizia la propria carriera concertistica a San Pietro (la basilica vaticana, non una qualche sconosciuta fiera di paese) ha come unico limite le stelle.

Retorica a parte, che Faris Badwan fosse l’anima meno garagistica e più eclettica all’interno del collettivo Horrors si era capito. Più difficile sarebbe stato immaginare che le derive sarebbero state quello di un pop cinematico e altamente suggestivo come quello prodotto dai Cat’s Eyes.

Insieme al giovane soprano canadese Rachel Zeffira ha allestito un progetto che si abbevera tanto al pop dei girl groups, quanto agli score exotici di Piero Umiliani e Bruno Nicolai. Attenzione però a considerare come marginale il contributo della Zeffira. E’ dalle sue abilità di polistrumentista, nonchè dai suoi soggiorni italiani (a Verona, infatti, ha perfezionato gli studi lirici) che i Cat’s Eyes traggono spunto.

Il loro esordio è perciò un disco calato nei 60s più oscuri e bohemien, sia quando i due si avventurano nel beat kraut della title track, sia quando forniscono la loro personale interpretazione dei duetti fra la bella e il tenebroso (più Hazelwood/Sinatra che Gainsbourg/Bardot) sempre virati su tonalità dark. Trovano infine la loro specificità nel Morricone crepuscolare di Bandit e Over You, o negli esotismi in Super 8 di Not A Friend.

Piace molto la misuratezza degli arrangiamenti, così come il modo in cui Rachel dosa la voce calandosi nel ruolo della chanteuse. Il resto lo fa una produzione che garantisce la giusta patina vintage e un gustoso languore psichedelico.

Badwan e la Zeffira ci tengono a far sapere che i Cat’s Eyes sono una band a tutti gli effetti, per questo sarà interessante constatare la resa dei brani alla prova del live, quando i due saranno accompagnati da un vero ensemble di musicisti. Ciò non toglie che il loro sia un progetto decisamente affascinante che non mancherà di proiettare la propria lunga ombra sul prossimo imminente lavoro degli Horrors.

2 Aprile 2011
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