• Set
    20
    2015

Album

Adesiva discografica

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In Una città esposta, Cesare Malfatti (La Crus), dipinge le pareti di tredici stanze ammobiliate rispettivamente da Paolo Benvegnù, Luca Gemma, Gianluca Massaroni, Francesco Bianconi (Baustelle) e Kaballà, Luca Morino, Luca Lezziero, Vincenzo Costantino, Alex Cremonesi (La Crus). Questi gli autori responsabili dei testi che poi Malfatti ha musicato alla sua maniera ricavandone un viaggio intimo in bilico tra elettronica, cantautorato e suoni acustici.

In realtà il disco è un’operazione piuttosto strutturata, realizzata in collaborazione con ExpoinCittà e che prende spunto dall’iniziativa Milano A Place To Be. Quest’ultima «ha raccolto l’intero programma dell’EXPO in un calendario tematico rappresentato di mese in mese, a rotazione, da sei capolavori dell’arte cittadina». Per ognuna delle sei opere selezionate (Concetto spaziale di Fontana, L’ultima cena, Il quarto Stato, Il bacio di Hayez, Lo sposalizio della vergine, La Pietà Rondanini) è stata dunque scritta una canzone, a cui se ne sono aggiunte ulteriori sette incentrate su altre «storie milanesi» per arrivare alle tredici che compongono l’album.

Il risultato è una “storia dell’arte” (o, per meglio dire, di Milano) sui generis, un po’ compilativa e un po’ no, nel senso che se da un lato soffre di una gestazione ragionata, di una ispirazione “controllata” che finisce per farsi imbrigliare talvolta da una certa freddezza formale, dall’altra mostra invece sprazzi di poesia davvero notevoli. Potremmo citare, a titolo d’esempio, il Benvegnù del testo de Il Quarto Stato, a nostro avviso uno degli scritti migliori mai usciti dalla penna dall’ex Scisma. Musicalmente, nel disco si parla tramite filigrane elegantissime gestite come di consueto dalla voce sussurrata di un Malfatti dispensatore d’equilibri sghembi (M Il carattere di Norda), pulizia formale, atmosfere in assenza di gravità e mezze luci, in linea con uno stile che anche in passato non è mai stato particolarmente istrionico, semmai impegnato a dosare e a cesellare con razionalità.

Tutto confermato anche da Una città esposta, portatore sano di un’eleganza distante che parla più alla testa che al cuore, mostrando una buona sensibilità.

30 Settembre 2015
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