• Nov
    01
    2012

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Two Bright Lakes

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All'interno della recensione del debutto degli Stubborn Heart avevamo descritto la contaminazione tra black music e le ultime tendenze elettroniche come un "movimento in pericolo saturazione". Negli ultimi due anni tra James Blake, Jamie Woon, How To Dress Well, The Weeknd e la dimensione clubby di SBTRKT (solo per citare i nomi più noti) si è assistito ad una vera e propria rinascita di un contesto black – spesso inglobato da artisti bianchi – che in questi giorni sembra non conoscere limiti. Con un 2013 già spianato tra inc., Brolin, Autre Ne Veut e – si spera – Twigs, il 2012 post-r&b ha ancora da sparare qualche cartuccia. Una di queste risponde al nome Collarbones.

Collarbones è un progetto australiano composto da Marcus Whale e Travis Cook – i quali vivono più di 1000 km di distanza l'uno dall'altro – con già all'attivo un album, Iconography dello scorso anno, passato pressochè inosservato. A meno di un anno di distanza da Iconography i Collarbones ci riprovano – sempre per la Two Bright Lakes – con il sophomore album Die Young, un disco tributo alla gioventù spenta crudelmente troppo presto, tanto che tra le note del booklet troviamo frasi come "RIP River, Aaliyah, Lefteye" e “Thanks to all our teen crushes".

Marcus (stanziato a Sydney) e Travis (di casa ad Adelaide) nelle interviste esprimono apprezzamenti per R.Kelly e Miguel ma sono ben consapevoli di porsi sopra ad un piano mediatico e concettuale totalmente differente e maggiormente legato all'elettronica. L'iniziale Hypothermia (in feat con Guerre) mette le cose in chiaro impastando ritmi '90s – 2step&bass – con linee e timbri soul. La titletrack è settata maggiormente su tonalità pop&rap (qui il guest è HTML Flowers), ma poi i due  tornano a mettersi i guanti vellutati che non avrebbero stonato addosso a Frank Ocean, nella successiva Too Much e nella più ritmata – ma comunque sinuosa – Missing.

Se pensate che lo slow-minimal soul di Cocooned sia decisament deep, aspettate di sentire l'apertura di Teenage Dream (l'obiettivo dei due era collaborare con How to Dress Well su questa traccia), sviluppata poi su variazioni che possono riportare alla mente certe cose di The Weeknd. Ottimo lavoro dietro ai tasti sia in One Day che nel chill-sound di Losing, prima di approdare alla conclusiva e vagamente spettrale Red.

Die Young difficilmente può competere con i pesi massimi, ma si contestualizza perfettamente e si muove con grande gusto all'interno del movimento nu r&b.

23 Novembre 2012
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