• Nov
    27
    2017

Album

Autoprodotto

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Giunge al terzo album la creatura del sardo Massimo Usai, quei Confrontational che dall’esordio del 2015, il già buonissimo A Dance of Shadows, è andato sviluppando una personalissima trilogia che trova appunto conclusione con questo nuovo The Burning Dawn.

Prima di parlare del disco però, bisogna aprire una piccola parentesi: cresciuto con il rumoroso post-punk dei Recs of Flesh, scioltisi dopo tre album che avevano fatto puntare i riflettori su di loro, Massimo scopre i sintetizzatori e si getta anima e corpo nella sinthwave (o retrowave) più affascinante, unendo dunque chitarre ed elettronica nel solco degli anni ottanta più gotici e distopici. Se l’esordio anticipava dunque le atmosfere tenebrose e fantascientifiche riportate in auge dalla serie Stranger Things, convincendo per sincerità d’intenti e perizia tecnica, il sophomore Kingdom of Night, per quanto solido, si muoveva un po’ troppo sulle stesse coordinate, mostrando i limiti non tanto della proposta di Usai, quanto del genere stesso, incapace di guardare oltre i propri riferimenti e dunque poco proattivo, ma spesso statico.

Deve essersene accorto anche il titolare dei Confrontational perché The Burning Dawn (che continua il sodalizio artistico con lo storico Studio Branca per le copertine, tutte realizzate in un sobrio ed efficace bicromatismo) aggiunge nuove sfumature soniche ad una ricetta eclettica, dove già s’incontravano la passione per il massiccio incedere dell’hard-rock e per l’espressività futuristica dell’elettronica: tra ospiti già conosciuti (il fidato Cody Carpenter, figlio del maestro e verissimo nume tutelare John, presente in ben tre pezzi) e altri nuovi (l’italiana Tying Tiffany, artista e vocalist che in qualche maniera ha interpretato questa voglia di eighties in tempi non sospetti), il disco mostra infatti un gusto più eterogeneo e attento nei suoni, come dimostrato per esempio dai synth colorati e dal basso vivo e pulsante delle due tracce poste in apertura (tra cui spicca il singolo con la succitata ex Suicide Girls). Altrove stupiscono i virtuosismi sintetici horror-prog o le incursioni in un ambient-dark cadenzata, ma è la qualità e la potenza dell’insieme a descrivere vividi e perturbanti incubi contemporanei: The Burning Dawn è il colpo di maestria, l’opera che sposta un poco più in alto l’asticella della qualità e delle ambizioni per i Confrontational.

29 Novembre 2017
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