Live Report

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“Canzoni al minimo in un mondo che va al massimo”. Lo apre così Cristina Donà il live acustico che sta portando in giro per lo stivale per presentare Così Vicini, l’ultima fatica discografica. E’ meglio chiarirlo subito: non è stato per niente il classico concerto unplugged, e la location ha fatto certamente il suo. Lo SMAV di S. Maria a Vico ha qualcosa di diverso, unico, speciale, capace di fondersi magneticamente con il mood dell’album. Sarà il clima intimo che si sposa alla perfezione con le intenzioni dell’incantautrice milanese, sarà quel cielo di lampadine, sarà che il locale è una delle poche isole felici in Campania dove ancora si riesce a portare musica dal vivo, ma vedere la Donà sul palco è stata già di per sé una piccola vittoria, per chi c’era. Sta di fatto che se l’esperienza d’ascolto ha ancora una sua valenza, allora la Donà ha centrato l’obiettivo in pieno.

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Ad aprire le danze il duo di cantautrici napoletane Fede ‘n’ Marlene, interessante progetto acustico tra suoni d’oltreoceano e la SS268. In compagnia del solo Saverio Lanza (chitarra e piano), divisa tra due chitarre e un microfono, la Donà si prende il tempo necessario per “spiegare” il suo album seguendo la tracklist originale. Lo fa scherzando col pubblico, provando a dare un significato proprio alle canzoni e ripensando alla genesi che le ha accompagnate. A partire dalla title track, sviluppata da un intuizione dello stesso Lanza. Con brani spogliati di tutto, volentieri sola sul palco, chitarra e voce, la Donà raggiunge straordinarie vette interpretative (La fame di te è un incantevole esempio), momenti di intensità estrema a cui da tempo non assistevamo. Perpendicolare è il momento migliore che regala il nuovo repertorio: Lanza imbastisce un sinuoso letto di piano sul quale distende, chitarra e voce, la nuova prospettiva di vita. Il bis è tutto dedicato ai classici di sempre: Stelle buone, Torno a casa a piedi, Miracoli, Più forte del fuoco (sfumata in Don’t Worry, Be Happy), Triathlon, Universo (chiusa idilliacamente con Across The Universe), Invisibile.

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Cristina Donà sembra non crederci quando il pubblico, frastornato e incantato, si alza in piedi per tributarle un lungo applauso; giusto tributo a una straordinaria artista ritrovata e a un disco che in queste veste dà tanto, forse persino di più che con elettrificazioni connesse. Il resto, come in Senza Parole, è un bel paesaggio che si rinnova ai nostri occhi, al quale con piacere si dà l’arrivederci, sotto un cielo di lampadine.

21 Ottobre 2014
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