• Mar
    10
    2015

Album

Lucky Beard Rec

Add to Flipboard Magazine.

I Crookers erano un po’ gli Infected Mushrooms italici (con le dovute proporzioni). E diciamocelo, Dr. Gonzo era un bel colpo (già dalla citazione di Paura e Delirio a Las Vegas nel titolo): un disco da ballare senza pensarci su, ma fatto bene, che si spogliava di qualsiasi patina “pop” (nel senso dispregiativo del termine) abbandonando i vari feat. con i will.i.am e i Pitbull di turno e tornando direttamente ai club da cui i Nostri erano venuti, ostentando una “tamarraggine” troppo autoironica per non suscitare simpatia. Un po’ il loro IM the Supervisor (sempre con le dovute proporzioni).

Allora cos’è che non funziona in questo terzo lavoro del duo (che tra l’altro non è più un duo, perchè il buon Bot ha deciso, a questo punto ci sentiamo di dire saggiamente, di abbandonare la barca, con il progetto portato avanti dal solo Phra)? Facciamo prima a dirvi cosa funziona: l’apertura del disco, con i due singoli gemelli Picture This (feat. Dilligas) e Able to Maximise (oltremodo psichedelici, e con due discreti video al seguito), promette anche bene, le coordinate sono le stesse del già citato Dr. Gonzo, e quella sana e consapevole “ignoranza” comincia a prenderti quando “il barba” la smette di sputare nel suo flauto e inizia a pestare coi drop. Ma già quando la successiva Heavy arriva finalmente al dunque, dopo un minuto speso ad apparecchiare la tavola, il naso inizia a storcersi, e dopo quattro minuti di “Heavy-heavvvvy” su relativo beat “zarro” oltre ogni buongusto (più relativo bridge letteralmente orgasmico, ascoltare per credere), non ne puoi più. Stesso discorso per Belly Button Tickler, che arriva al termine dei suoi 5 minuti senza un’idea valida che ne giustifichi l’esistenza, pretenziosa coda gangsta compresa. Dangerous (feat. MDNT) non è male e rialza un po’ i toni, ma riesce a reggere solamente 2 minuti per poi perdersi in un finale evitabile. 128Bpm è talmente “ignorante” che non si sa bene se prenderla sul serio oppure no, Strokin (feat. Tjr & Antwon) fa molto “niggaz in the ghetto” e tutto sommato ci sta, ma i restanti pezzi scivolano via stancamente senza un sussulto o il benchè minimo spunto.

Un paio di pezzi buoni e qualche intuizione decente sparsa lungo il disco sono un po’ pochino per salvare questo terzo lavoro a marchio Crookers, che si trascina fiacco per ben 50 minuti (decisamente troppi quando le idee sono così poche) ancorato ad un’idea di EDM “tamarra” che sarebbe suonata attuale forse 3-4 anni fa, ma oggi puzza solo di stantìo.

14 Marzo 2015
Leggi tutto
Precedente
Jon Hopkins – Late Night Tales Jon Hopkins – Late Night Tales
Successivo
Father Murphy – Croce Father Murphy – Croce

album

artista

Altre notizie suggerite