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Ecco cosa sarebbe successo se Gustave Flaubert avesse tenuto nascosto per più di un secolo il manoscritto musicato de L’éducation sentimentale. Avrebbe fatto sì che un mistico collettivo Jungle-Blues di Jonesboro, Arkansas e attualmente operativo nella Valle Umbra Sud, ne riprendesse la schizofrenia dell’incertezza, incentrando la propria seconda opera sull’eclettismo più assoluto. Stiamo parlando dell’estro bislacco dei Da Hand In The Middle, che tornano a distanza di quasi due anni dal precedente Shiver Animals, con un lavoro distorto, vivace, scanzonato che reca proprio il titolo dell’opera del romanziere francese.

Immaginatevi alle prese con un campo di patate sconfinato, immaginatevi in un film dei fratelli Cohen, col sole che riverbera sulla vostra pelle un dolore di fatica inaudita e, contemporaneamente, una sensazione di pace nel recupero di un rapporto genuino con la terra. Pensatevi imbevuti di odori agrodolci, in preda ad un irrefrenabile desiderio di uscire dalla vostra miserabile rutine. Ecco, qui nasce il canto psicotico dei DHITM, fatto di lievi immersioni nell’intimo nero del blues, di repentine visite nelle città fumose come Chicago, di immense distese di pace al confine turbolento fra Mexico e Texas.

L’éducation sentimentale è un viaggio in tredici tappe, senza posa. Prende il via dalla saggezza scanzonata, spagnoleggiante di El Cancion Fumante (non senza che questa venga ibridata con gli stop and go in stile Mars Volta) per assestarsi sul folk rock fischiettabile, di derivazione dylaniana di Hong Kong Stories. Ma non illudiamoci: il singolo in questione è solo un occhiolino all’orecchiabilità. I DHITM ci stupiscono sempre per la capacità di mescolare i generi mantenendo una coerenza impressionante nelle soluzioni adottate. Determinante in questo senso è la variazione del registro linguistico (spagnolo, inglese, francese), attuata con abilità spiazzante e con intento programmatico ben definito.

C’è spazio, altresì, per immersioni notturne più intimiste: siano esse di stampo prettamente folk (The Cook) o di derivazione swing (Cain), siano simili a un valzer cantato dagli Strokes (You Two Look a Lot Alike) o più espressamente blue note (le due The Barber).

L’éducation sentimentale è un’opera ambiziosa e ben calibrata. Riuscita soprattutto grazie alle cinture di forza che, nel momento del bisogno, la band umbra sa far indossare alle spinte centrifughe del proprio sound.

4 Marzo 2013
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