• Lug
    01
    2006

DVD

Vice Records

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Se Alive 2007 è electro-dance’n’roll per masse adoranti, Electroma si interroga sulla robotica stessa dal di dentro. Se il primo è rock da stadio il secondo è ambient isolazionista. È curioso come il DVD esca proprio a corollario dell’esperienza superomista dell’ultima tournée (peraltro ancora non conclusa), curioso perché non sembra affatto un impacciato cartoon su due robot che cercano di diventare umani. Piuttosto è la tragedia di due macchine autocoscienti che fallendo nel tentativo di diventare delle posticce caricature di umani (erano felici anche così, e anche funky a modo loro…) decidono di suicidarsi in un deserto rosso di gusvansantiana memoria. Se ancora ci fosse bisogno di verificare lo stretto legame che intercorre tra la moderna grammatica dei videoclip e quella classica della settima arte, ecco che con Electroma abbiamo un case history che frulla e trasuda immaginario cinematografico, ma come se fosse geneticamente modificato dall’estetica video. Per parafrasare i Daft Punk stessi: Electroma è un robotico videoclip che cerca in tutti i modi di trasformarsi in umano cinema. Vista in quest’ottica anche le citazioni sono come un mascherarsi per il pubblico dei festival e servono per farsi accettare presso la comunità cinefila.

Il film infatti inizia in un’alba desertica senza declinazioni geografiche di sorta secondo un immaginario preso in prestito da Kubrick (2001: Odissea nello spazio), prosegue come il più classico dei road movie sulle note di Todd Rundgren (International Feel) e si immerge nella tipica paesaggistica da neighborhood americano che è perfetta come una cartolina, ma non accetta i diversi (Twilight Zone e tanta sci-fi anni ‘50). Non è più il momento per narrare di macchine che anelano ad avere una coscienza propria (HAL 9000) o che già mimetizzatesi tra gli umani vorrebbero durare in eterno (i Nexus 6 di Blade Runner). I robot dei Daft Punk sono più simili a Robocop, hanno problemi di verosomiglianza e di conseguente accettazione sociale, ma sostanzialmente anche loro si infatuano del sogno americano e vorrebbero farne parte. Il momento del maquillage è quindi tutto giocato con una virginale estasi cromatica di bianco che richiama quella di THX-1138 di Lucas e cerca di convertire il nero androide delle tute e dei caschi in bianco pallore carnale. Ma le maschere umanoidi sono biodegradabili come quelle della Maschera di Cera e di Darkman. Ai due robot non resta quindi che scappare dalla città e ritirarsi a vagare nel nullificante deserto senza tempo e senza storia, già frequentato dai ragazzi di Gerry, cui si fa riferimento anche in senso prettamente cinematografico. Si riprendono i robot a vagare senza metà nella stessa maniera di Van Sant (lenti sfocate, panoramiche laterali, soggettive frontali). Il film termina con un suicidio rituale. Thomas Bangalter preme il bottone dell’autodistruzione ed esplode in un milione di pezzi come il televisore di Zabriskie Point. Guy-Manuel De Homem-Christo, rimasto solo, si spoglia della sua corazza e sulle tristissime note di Jackson C. Frank si lascia bruciare come un Icaro di silicio che ha cercato di arrivare troppo vicino al sole e si è scottato. Vice Records ha predisposto l'uscita del DVD nordamericano per la fine dell'anno. In accordo col sito ufficiale dei Daft Punk, sarà distribuito in tutti gli store inglesi il 15 Ottobre 2007.

1 Luglio 2006
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