Cult Movie

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L’ho visto da bambino, ed era uno dei film più terrificanti che avessi mai guardato. Più di 15 minuti con questo piccolo mostro, che corre qua e là per l’appartamento, tentando di uccidere Amelia: una cosa veramente molto macabra da vedere in televisione“.
(Sam Raimi, UNCUT, 2005)

   Tv-movie diventato un cult horror, conosciuto nella versione italiana comeTrilogia del terrore, è forse il film più famoso di Dan Curtis, merito anche di una fruttuosa collaborazione alla sceneggiatura con gli scrittori William F. Nolan e Richard Matheson.

JulieMillicent and ThereseAmelia: ritratti di donne in tre episodi, tratti da altrettanti racconti di Matheson, interpretati da una duttile Karen Black, sono meccanismi perfetti che svelano l’orrore quotidiano e le inquietudini che si celano dietro a una facciata di apparente normalità.

I primi due episodi richiamano tematicamente la serie Ai confini della realtà (di cui Matheson fu autore): si concludono, quindi, con una sorpresa finale e relativo colpo di scena, reggendosi quasi interamente sulle interpretazioni istrioniche di Karen Black. InJulie è una professoressa che è costretta con il ricatto ad avere una relazione con un suo studente, ma lei non è quel che appare e lo studente ne pagherà le conseguenze con la morte.

Nella seconda parte, Millicent and Therese, l’odio di due sorelle esplode, quando muore il padre. Anche in questo caso la sorpresa è dietro l’angolo in un caso di doppia personalità…

Il terzo episodio, Amelia, (tratto dalla short story Prey di Matheson) il migliore dei tre e quello più famoso, vede una donna sola (dominata dalla madre), terrorizzata dalla statuetta di una bambola Zuni (il regalo per il fidanzato), che prende vita dopo essersi liberata, accidentalmente, di una catenella d’oro che aveva alla vita, perché lo spirito maligno di un cacciatore si è impadronito di essa . Dopo una lunga, claustrofobica e angosciante caccia per tutta la casa, Amelia riesce infine ad averla vinta, ma lo spirito malvagio si impossesserà di lei…Il prossimo passo consisterà nell’invitare a casa la mamma… 

E’ la realtà sfuggente il tema del film, l’orrore e la paura che nascono nel e dal quotidiano; il superamento della realtà, il reale e l’irreale mescolati, che rendono quindi possibile una zona di confine. La paura e l’orrore nascono nelle mura domestiche (quanto deve Stephen Kinga Matheson?), in interni: l’appartamento di Amelia diventa una prigione in cui la donna si dibatte, alla ricerca di una possibile salvezza. Il formato tv della short story porta la tensione al massimo in poco tempo, fino all’epilogo. Spesso la camera ha il punto di vista dell’idolo Zuni, con riprese in soggettiva dal basso che aumentano la paura e il terrore; le scene in cui compare il guerriero sono state girate con un fantoccio, senza l’uso di stop-motion.

L’orrore nasce anche dall’interno, dai personaggi, dai loro mutevoli stati d’animo e dalle patologie, piccole e grandi: la schizofrenia e la doppia personalità, l’impossibilità di sfuggire al proprio destino ( Millicent and Therese ), il sadismo che si cela dietro l’apparente tranquillità di una donna sola ( Julie). Ma non ci sono pentimenti o rimorsi in queste donne, è follia lucida in Julie, inconsapevole eppure inevitabile in Millicent e Therese.

I personaggi sono ingabbiati in prigioni reali o metaforiche, impedimenti oggettivi o mentali, dai quali non riescono a liberarsi se non attraverso sforzi estremi, che risulteranno poi vani e illusori, letali per chi è loro intorno. 

Per l’epoca, l’horror rappresentato in Amelia era inusuale, tra le cose più terrorizzanti mai viste sul piccolo schermo; l’idolo africano Zuni è rimasto nella memoria collettiva, non solo americana, tanto da spingere Dan Curtis (con la collaborazione del solo Nolan) a un sequel tv, Trilogy Of Terror 2, nel 1996, in cui prosegue la storia del famoso feticcio.

Anche Karen Black, attrice di talento (Easy RiderCinque pezzi faciliIl giorno della locustaNashville, fino ad allora tra le sue interpretazioni più importanti) è rimasta imprigionata, suo malgrado, nelle atmosfere inquietanti di Trilogy Of Terror, partecipando l’anno dopo a un altro horror di Curtis, Ballata macabra (Burnt Offerings, con Bette Davis), sul tema delle case infestate, e in numerosi film sul genere.

2 Ottobre 2005
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