• Apr
    28
    2014

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One Little Indian

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A suo tempo sopravvalutai un pochino Too Tough to live, ottimo disco Ramones ma a detta dello stesso Sartain catalogabile come falso d’autore, episodio a cui un paio di mesi fa ha fatto seguito un altro divertissement, He Touched Me, acustico di sole cover uscito lo scorso gennaio e disponibile in formato digitale. Ora però è il momento di tornare a fare sul serio.

Esce ancora per One little indian Dudesblood, reintroducendoci a quell’eclettismo musicale che continua a essere la miglior caratteristica di Dan. Un esempio su tutti? Marfa lights, un country western in salsa space age in cui troviamo alla marimba il batterista degli X Dj Don Bonebrake. Va bene che gli X erano i punkers più rockabilly dell’epoca, ma l’accostamento ha comunque una certa inventiva. Poi si prosegue. In dieci tracce c’è: anarco punk inglese, trash garage, l’hardcore figlio degli Hot Snakes più synth, l’Elvis di Moonlight Swim rivisto con gli occhi di Burt Bacharach, per finire con l’amore noir di Pass this on, cover dei The Knife che giunge un filino in ritardo per la colonna sonora di True Detective.

Insomma, tante maschere dietro le quali si cela la solita capacità di centrare il giro perfetto e magari anche il suo vero volto, quello di un cowboy con la passione del lo-fi e del rock’n’roll che spunta fuori in Rawhide moon, episodio che si riallaccia al passato di Drama Queen confermandosi luogo privilegiato in cui tornare e sentirsi a casa. Ma non fraintendete, il punto qui non è togliere i veli, quanto farsi ammaliare dal trasformismo di un vero outsider della musica contemporanea.

17 Aprile 2014
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