• Ago
    01
    2010

Album

Invada

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L’ombra lunga dei Current 93 più bucolicamente ossianici si stende sul terzo album di David Wrench, dall’esplicito sottotitolo Songs Of Insurrection, Defiance & Rebellion. L’albino e ieratico produttore, pianista e cantautore gallese, sotto l’ala del mentore Julian Cope (che insieme a Fat Paul e Michael Sullivan del giro Black Sheep contribuisce alla causa), unisce una lunga una composizione inedita a quattro mani a 3 radicali rielaborazioni di folk tradizionali britannici di stampo insurrezionale.

Lunghe tracce di neo-folk che assumono toni crepuscolari e contorni malinconico-decadenti alla Tibet, con una strumentazione all’osso (mellotron, wurlitzer e poco altro) a sorreggere la profonda e grave voce di Wrench. Scelta ideale per esaltare il cuore tematico del disco, i traditional ruotanti intorno a canzoni anarchiche, riottose, brucianti e disperate che narrano di minatori inglesi di fine ’800 (The Blackleg Miner) o gridi libertari poi repressi nel sangue (A Radical Song).

Dark e controverse ballads lasciate ai margini dai revivalisti folk moderni, come ammette Wrench stesso nell’accluso, corposo booklet con testi e introduzioni ai pezzi, e che rappresentano soltanto il primo passo di una seria ricerca sulle origini della musica folk più oscura e ribelle. Vera e propria etnomusicologia della rivolta.

26 Settembre 2010
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