• mar
    25
    2014

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Prehistorik Sounds

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Matrisciano, classe ’85, ha esordito due anni fa con Traffico di pulsazioni, buon disco di musica elettronica/ambient di quelli che ti aspetteresti da uno sperimentatore destinato – se va bene – ad un seguito piuttosto ristretto, o di culto se preferite. Con questo Il profumo dei fiori secchi però cambiano del tutto gli scenari e forse le prospettive. Siamo infatti dalle parti di un pop evoluto, capace di accogliere istanze diversamente cantautorali ed azzardi elettrosintetici. Soprattutto, sembra che tutto si consumi sull’altare di una devozione assoluta per Franco Battiato, per quell’approccio avanguardistico, espanso, irrituale eppure canonico alla materia pop, frutto dell’idea che una canzone nel suo essere siparietto lieve possa condurti in una diversa (più alta?) dimensione spirituale. Da cui la cura profonda e l’energia profuse per la definizione di scenari sonori che possano rappresentare questa “possibilità di balzo”.

Sia chiaro però che, malgrado a tratti la somiglianza sia sconcertante (al netto del timbro vocale, una specie di semifalsetto ipnotico), non si tratta di un’operazione à la Audio2 (gli imitatori del Battisti più orecchiabile che spopolarono durante i 90s). Anche perché si fa presto a dire Battiato. In realtà il repertorio del catanese è un’enciclopedia di spunti e modi, tra i quali Matrisciano si muove come un alchimista estatico: c’è quello ancora ruvido di post-punk altezza Patriots (Soli tra i fiori) e quello dei languori cantautorali di Fleurs (Armonia irreversibile), quello del pathos incalzante tra archi ed elettricità di Café de la Paix (Prato al terzo piano) e quello del misticismo nostalgico periodo Fisiognomica (Legni bruciati). Non mancano contagi da altri mondi, come il Battisti panelliano di Corrente elettrica e papaveri, la sovrapposizione di nuances esotiche, pennellate jazzy e sussulti funky in Ho camminato su un aquilone, oppure la contemplazione post-psych di stampo Grandaddy dell’iniziale Al di là degli ombrelli.

Quello che può sembrare un discorso autoreferenziale finisce insomma per rivelare qualità e implicazioni insospettabili, soprattutto mette in mostra una buonissima padronanza della materia. Se quello che abbiamo ascoltato fino ad oggi di Matrisciano è soltanto il rumore dei motori che si riscaldano, quando innescherà una marcia più personale potrebbe avviarsi su strade molto interessanti.

12 ottobre 2014
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