• Apr
    01
    2011

Album

In The Red Records

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Brujerìa e spesse catene al collo, camicie sgargianti e dollari insanguinati, droghe e cattivo gusto a go-go. C’è tutto l’immaginario ispanico più trito e guasto nel garage-pop del sestetto portoricano, sia a livello estetico che di immagine. Per quel che riguarda i gusti musicali invece, i finti fratelli Davila si muovono sulla falsariga dell’esordio omonimo di un paio di anni fa.

Con una mezcla di Stones meno bolliti e Jesus And Mary Chain più corposi e feedback oriented (il riff iniziale di Si Me Vez è preso pari pari dall’esordio dei fratelli Reid), garage-rock d’ovvia matrice In The Red meets Nuggets e vocalità sixties come ormai sembra essere d’ordinanza per certi suoni, i sei dimostrano di saper masticare referenti e riferimenti ad uso e consumo delle nuove generazioni di lo-fi addicted. Rispetto al citato Davila 666, però, la carica strumentale sembra più pacata, le atmosfere leggermente più oscure (ma forse è solo una questione di produzione) e i suoni più adagiati sul trend psych-sixties rock tanto di moda ultimamente. Cosa che sinceramente fa un po’ rimpiangere l’esordio, più genuino e raw rispetto a questo pur buon esempio di garage/lo-fi for dummies.

18 Maggio 2011
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