• apr
    29
    2014

Album

Aagoo Records

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Partiamo paradossalmente dalla fine per introdurre questo Everything Collapse(d) e nemmeno dalla traccia conclusiva, quanto dalla ghost track, usanza che credevamo ormai abbandonata ma che in questo caso assume un senso: a comparire alla fine dell’album è Failure, rendition della swansiana nenia rilasciata da Michael Gira in White Light From The Mouth Of Infinity qui affidata alla voce profonda e misterica di Daniele Santagiuliana. Unico pezzo cantato, Failure rende però appieno le atmosfere che Deison e Mingle – il primo non nuovo a collaborazioni di un certo livello, a volte anche spiazzanti (da KK Null ai vari nomi coinvolti nel recente Night Sessions); il secondo noto a queste altezze per i suoi bellissimi lavori in solo – sono stati in grado di catturare facendo confliggere i propri mondi di partenza, in apparenza distanti l’uno dall’altro ma accomunati in questo disco da una sensibilità simile.

Da un lato quella para-industriale di Deison, tra fruscii, disturbi elettrostatici, screpolature del suono; dall’altro quella pianistica, cinematica, sognante e malinconica di Mingle; in mezzo quella affidata a Everything Collapse(d): inquietante e notturna, paranoica e a tratti sognante, visiva e visionaria ma tremendamente desolante. Dotata di quel romanticismo malsano e urticante che fu ed è degli Swans, e qui si chiude un primo cerchio, e di un amore per la soundtrack music più oscura e gloomy – giocate anche voi ad associare film o registi alle 8 tracce dell’album e mi saprete dire –, la musica creata dai due denota uno spirito avventuriero ma tendenzialmente monocromo, adagiato su una tavolozza da piena grey-area, segno di una maturità compositiva e di un immaginario di riferimento ben delineato. Non ci si stanca dell’ascolto, anzi ci si perde spesso sia nei minutissimi dettagli coi quali i due infarciscono le proprie composizioni, sia nel fluire equilibrato dei vari, evocativi, flussi sonori (ambient, droning, avant…).  

L’album è il volume numero 4 di una delle più interessanti collane sperimentali di questi tempi: la Rev.Lab. Serie, collaborazione tra la Aagoo e il laboratorio di grafica Rev. Lab (a.k.a. dietro il quale si cela l’olandese Bas Mental, che si pone l’obbiettivo di indagare l’interazione tra “graphic translation of the music and its physical output”). In questo caso, come nel resto della serie, bersaglio centrato.

22 aprile 2014
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