• gen
    15
    2015

Album

Martelabel

Add to Flipboard Magazine.

Erano dichiaratamente alte le ambizioni del secondo lavoro solista di Roberto Dellera. Il bassista degli Afterhours, per sua stessa ammissione, immaginava “un’operetta rock n’ roll” che per impegni e mancanza di tempo, si è compiuta solo in parte, ma che probabilmente già entro la fine dell’anno potrebbe vedere pubblicato il suo completamento ideale.

A quasi quattro anni di distanza dal buon esordio di Colonna sonora originale il musicista mette in fila undici brani che si muovono in un pop-rock di matrice british, colorato ora da spruzzi psichedelici, ora da divagazioni jazz. Ma come nel primo episodio, a farla da protagonista è soprattutto la canzone italiana, quella cantautorale nella forma più classica ed evocativa, meno impegnata nei temi ma più strutturata nell’armonia. Così come forte rimane il legame con il cinema, che anche in questo lavoro torna prepotente a farsi spazio. Non è un caso che Ogni cosa una volta sia stata inserita nella colonna sonora del film di Michele Alhaique Senza nessuna pietà. Non è un caso che l’ariosità giocosa dell’album, a cominciare da quella copertina un po’ surreale e un po’ sbiadita, sembri avere più riferimenti nel Fellini de La Strada che in tanta musica da cui attinge.

Stare bene è pericoloso viene fuori quindi come un racconto intimo, fatto sottovoce, a cuore aperto, come farebbe l’Elvis Costello di Punch The Clock. Permeato da un costante elemento di alienazione come antidoto per resistere al perenne controllo contemporaneo, il Dellera solista dà ampie conferme di una sempre più matura e solida identità stilistica, come nella sognante Non ho più niente da dire con Rachele Bastreghi o nel commiato di Un ultimo saluto – L’addio, con movimenti di archi ad alternarsi ad un falsetto che sussurra l’addio.

Il sapore compiuto dell’operetta non c’è, ma quello di una più che meritevole e fascinosa raccolta di canzoni decisamente sì, così come la riprova di un musicista, cantautore e sperimentatore che non perde occasione per sorprendere ed emozionare, a modo suo.

4 febbraio 2015
Leggi tutto
Precedente
Sound Of Yell – Brocken Spectre Sound Of Yell – Brocken Spectre
Successivo
Kollaps #2 Live Report

album

recensione

artista

artista

Altre notizie suggerite