Recensioni

7.7

Di come i Dirtmusic siano finiti ai Bogolan Studios di Bamako a registrare il loro secondo disco dopo l’omonimo esordio di tre anni fa raccontiamo nella recensione di Adagh dei Tamikrest. I quali fanno da backing band a questo BKO, convergenza fra il rock-blues del trio formato da Chris Eckman (Walkabouts), Hugo Race (True Spirit, Bad Seeds) e Chris Brokaw e alcune fra le tante espressioni sonore che negli ultimi anni hanno fatto del Mali una delle zone musicalmente più interessanti dell’Africa.

Non ci sono infatti solo i Tamikrest in questo disco, ma anche Fadimata Walet Oumar dei Tartit (altro gruppo tishoumaren da tenere d’occhio) che incrocia la sua voce extratempo con quella saturnale di Race in Ready for the sign e Desert wind, e poi Lassana Diabaté e Issa Kone della Symmetric Orchestra di Toumani Diabaté (n’goni e balafon nella profluvio di corde e legni di Niger Sundown: strumentale dall’immensa malinconia crepuscolare) e infine un figliastro di Ali Farka Touré quale Lobi Traoré, che mette quelle quattro note rinfrancanti su una ballad di chiusura un po’ scialba come Bring It Home.


I Dirtmusic in pratica vanno a ricercare le radici del loro classicismo rock-blues facendosi sporcare da alcune delle migliori realtà musicali maliane e il risultato è di quelli da avere assolutamente, anche se non si è proprio degli adepti di ciò che si suona nelle zone del delta del Niger – anzi, questo disco potrebbe essere un ottimo inizio per farsi un’esplorazione discografica di ciò che succede là.

I tre si spartiscono in solitaria i dieci brani in scaletta e tirate le somme sono i tipici blues metropolitani di Race ad accogliere ed amalgamarsi meglio con la psichedelìa desertica della chitarra di Ousmane Ag Mossa e del basso liquido e groovoso di Cheikhe Ag Tigly, ma anche Eckman mette a segno una Black Gravity scura e sinuosa che ospita il cantato quantomai suggestivo di Mossa e Brokaw trova la sortita folk definitiva infilando un banjo fra chitarre tuareg, wha wha wha e calabash in Unknowable.

Difficile immaginare un incontro meglio riuscito di così: trepidazione e curiosità per l’approdo congiunto dal vivo (Dirtmusic e Tamikrest insieme), anche alla luce del dvd allegato al disco che in vari spezzoni video e audio acuisce la nostra fame di musica trans-africana.

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